Sit in di protesta dei lavoratori della cooperativa Badia Grande di Trapani, ma i vertici aziendali replicano di essere creditori di oltre due milioni di euro da parte della Prefettura per i servizi assicurati a favore dei migranti. di Fabio Pace

Da cinque mesi senza stipendio. Sono alcuni lavoratori della cooperativa Badia Grande che operano nel settore della assistenza ai migranti, ai richiedenti asilo, ai rifugiati. Cinque mesi senza vedere un euro e comunque regolarmente al lavoro per assicurare un servizio che, sotto la maggior parte degli aspetti è essenziale. Senza stipendio anche durante il periodo del lockdown. Oggi hanno protestato davanti la Prefettura di Trapani, in rappresentanza anche di altri loro colleghi. Una protesta pacifica, composta, silenziosa. Poche parole affidate ad uno striscione. Una protesta senza il sostegno dei sindacati. Questo un altro dato che emerge con forza. I lavoratori affermano di avere perso fiducia nella azione di tutela dei sindacati. Una delegazione è stata ricevuta dal Prefetto Tommaso Ricciardi e dal capo di gabinetto Valeria Gaspari. Di frequente è accaduto in passato che le cooperative ricevono il pagamento dei loro servizi da parte del ministero dell’Interno con ritardo rispetto all’erogazione delle prestazioni. È questo uno dei motivi più frequentemente addotti dai responsabili per il mancato pagamento degli stipendi. Il prefetto conosce bene la questione ed ha assicurato che al più presto contatterà il presidente della cooperativa Antonio Manca per aprire un tavolo di confronto. La prefettura di Trapani ha comunque confermato alla delegazione di lavoratori che una anticipazione per i servizi prestati è stato pagato alla cooperativa Badia Grande nei primi giorni di marzo. Il presidente della cooperativa, Antonio Manca, spiega che quella di marzo era una anticipazione del 30% sui servizi già erogati nel 2019 e che la Badia Grande ha anche acceso un contenzioso con la prefettura di Trapani depositando un decreto ingiuntivo per oltre due milioni euro. Motivo dei ritardi nella erogazione delle somme dovute sarebbe, secondo il presidente Manca la lentezza degli uffici prefettizi nel completamento delle attività di verifica sui servizi erogati. Una lentezza amplificata dal lockdown. I lavoratori rimarranno in presidio questo pomeriggio e per domani, i servizi della cooperativa ai migranti saranno comunque assicurati dai colleghi in turno.

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