Così la direttrice del Parco di Segesta, dopo l’incendio nell’area archeologica di Mokarta

“Aspettiamo che vigili del fuoco e autorità competenti ci dicano come è successo a Mokarta. Noi proseguiremo con il controllo e la tutela del sito e ci adopereremo per il ripristino dei luoghi”. Così scrive Rossella Giglio, direttrice del Parco Archeologico nella cui gestione rientra, dallo scorso anno, l’area di Mokarta, nel territorio di Selemi, interessata nella notte tra mercoledì e giovedì da un incendio. Erba, sterpaglie e una staccionata in legno andati in fumo. Il rogo è stato spento grazie all’intervento dei vigili del fuoco. Nessun danno, per fortuna, ai reperti archeologici. Bisognerà, però, ripristinare parte dello staccato che segnava il percorso per visitare il sito preistorico.

Si tratta di un’area archeologica ancora poco conosciuta al grande pubblico che sorge su una zona collinare e custodisce preziose testimonianze risalenti al periodo compreso tra il XIII e il X secolo avanti Cristo. Spiccano due necropoli e alcune strutture abitative, rinvenute in seguito agli scavi condotti a più riprese, tra gli anni ’70 e’90.

Non è da escludere che il rogo che ha coinvolto la zona sia di natura dolosa o che, più semplicemente, abbia raggiunto il sito archeologico dagli appezzamenti di terra vicini. Gli agricoltori, infatti, hanno l’abitudine di ripulire i terreni proprio con il fuoco, anche se in questo periodo è vietato.

Intanto la direttrice Giglio, che auspica che vengano presi provvedimenti contro  chi ha provocato l’incendio, annuncia che appena sarà possibile verrà organizzato a Mokarta un momento istituzionale di riflessione, con le autorità e la cittadinanza, nel corso del quale verrà ricordato l’archeologo siciliano Sebastiano Tusa, ex assessore regionale ai beni culturali ed ex Soprintendente ai beni culturali di Trapani, morto in un incidente aereo in Etiopia lo scorso anno.