di Fabio Pace

La Commissione Affari istituzionali dell’Assemblea regionale siciliana ha dato il via libera alla costituzione in comune autonomo delle otto frazioni trapanesi (Fontanasalsa, Guarrato, Locogrande, Marausa, Palma, Pietretagliate, Rilievo e Salinagrande) che il 28 maggio 2018 vinsero il referendum raggiungendo un quorum superiore al 50% nel territorio di riferimento, mentre nel capoluogo le urne rimasero deserte. Un territorio ampio poco più di 90 chilometri quadrati che riunisce quasi 9mila residenti che da anni, bisogna dirlo, denunciano la colpevole distrazione della amministrazione comunale del capoluogo, indipendentemente dal colore politico di sindaco e giunta. Oggi la politica locale, che ha fatto orecchie da mercante ed ha ignorato la spinta autonomista di quel territorio, in consiglio comunale ha votato un ordine del giorno per fermare la nascita del comune di Misiliscemi. Un attivismo che, come conferma Salvatore Tallarita, presidente dell’associazione Misiliscemi «arriva tardivo e nulla può per fermare l’ulteriore passaggio verso un percorso sancito dalla costituzione e che viene rispettato coerentemente»

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