di Federico Tarantino

Sembrava essere una settimana tranquilla e serena in vista della partita di venerdì contro il Chievo Verona, ma per i tifosi del Trapani non c’è un attimo di pace e subito nelle discussioni a prendere il posto al campo giocato sono le vicende societarie. Il Trapani, infatti, proseguirà la corsa salvezza in serie B con un ulteriore punto in meno. La Corte Federale d’Appello ha accolto il reclamo proposto dal Procuratore Federale annullando la decisione di penalizzazione di un solo punto del Tribunale Federale Nazionale, avverso al quale sia la società, sia lo stesso Procuratore avevano proposto appello, ed infine ha inflitto al Trapani la sanzione della penalizzazione di due punti in classifica da scontarsi subito. La sanzione è legata al ritardato pagamento degli stipendi di gennaio e febbraio. Un ricorso con penalizzazione di due punti preventivabile, considerando che si tratta della pena minima in precedenza richiesta dal procuratore del Tribunale Federale Nazionale. Si complica, quindi, la già difficile situazione del Trapani, adesso a pari punti con il Cosenza a quota 31. Oltre alla penalizzazione, sono confermate le inibizioni per 45 giorni per l’ormai ex presidente granata Pino Pace e la consigliera d’amministrazione Monica Pretti, vicina alla nuova nomina da presidente. Oltre a registrare l’aggancio del Cosenza, i granata perdono terreno dalla zona play-out, che adesso dista cinque punti, con Juve Stabia ed Ascoli a quota 36. Sei, invece, le lunghezze che separano il Trapani dalla Cremonese, che occupa il primo posto utile per raggiungere la salvezza diretta. Il Trapani ha annunciato, con nota stampa, di ricorrere al Collegio di Garanzia del CONI. Una penalizzazione di due punti non facile da digerire per tutto l’ambiente. Il Trapani dovrà rincorrere nelle ultime sei giornate, senza perdere alcun colpo per tentare di compiere l’impresa: conquistare la salvezza. La speranza è che le turbolenze incessanti da diverso tempo non continuino ad interrompere il cammino positivo intrapreso dai calciatori granata dopo la sospensione del campionato. Da troppi mesi non c’è pace per i tifosi e per la squadra, che meriterebbero maggiore rispetto, e rischiano di pagare colpe non proprie.