E’ accaduto questa mattina sulla spiaggia di San Giuliano

Circa 30 centimetri di diametro per, più o meno, 2 kg di peso. Tutti incuriositi, sul litorale ericino, alla vista di una ‘Rhizostoma pulmo’, medusa barile, meglio conosciuta come polmone di mare per il suo movimento palpitante nell’acqua. L’esemplare è stato condotto a pochi metri dalla spiaggia da un sub ed i bagnanti non hanno perso l’occasione di avvicinarsi per ammirarla e scattare alcune fotografie.

Si tratta di una specie pelagica presente nell’oceano Atlantico orientale che si vede sempre più di frequente anche nel mar Mediterraneo. Presenta un cappello di forma semisferica opalescente ma tendente al trasparente, con i bordi sfrangiati blu-viola. Sotto al cappello, il corpo è chiamato manubrio ed è composto da 8 prolungamenti di tessuto bianco-trasparente arricciato e grumoso, dai quali partono 8 tentacoli. Può raggiungere i 50–60 cm di diametro e i 10 kg di peso. Dalle dimensioni di quella avvistata questa mattina, si presume fosse un esemplare giovane.

A detta degli esperti, la specie non provoca gravi conseguenze: i suoi tentacoli di norma non risultano urticanti, come avviene per le meduse più piccole e trasparenti o violacee, tanto da creare pericoli seri per l’uomo.

Purtroppo, alla fine, la  medusa è stata portata sulla sabbia finendo così, inesorabilmente, la sua vita. Occorrerebbe maggiore informazioni a proposito.

La maggior parte dei bagnanti, infatti,  non sa che uccidere gli animali, o infliggergli pericolosi maltrattamenti come levarli dal loro habitat naturale, come nel caso delle meduse che vengono tirate fuori dall’acqua, è un reato punibile con multe e carcere. Lo stabilisce l’articolo 544 ter del Codice penale. Tutti gli animali, compresi quelli marini, a cui appartengono meduse, stelle marine e granchi, soffrono tolte da loro habitat. Andrebbero osservati da lontano, con le dovute precauzioni. A prescindere dal fatto che siano urticanti o meno. E’ un diritto degli animali quello di essere liberi di vivere e nuotare in mare.