La morte di Simone, nonostante l’assistenza amorevole, continua e incondizionata della propria madre, è un chiaro esempio di come ancora oggi si muoia nell’indifferenza di tutti. Un uomo, gravemente malato, e una madre lasciati da soli a lottare ogni giorno per cercare di sopravvivere. Perché di questo si tratta, “sopravvivenza”. La dignità umana, quei diritti costituzionali alla vita, alla salute e alle cure messi in disparte e ancora oggi non garantiti. Sono vicina al dolore di questa donna, ma come garante della persona disabile chiedo alle istituzioni tutte, da quelle civili a quelle religiose, di intraprendere una reale collaborazione con l’ufficio che ricopro perché fatti come questi non abbiano più a ripetersi. Il ruolo del garante, infatti, è anche quello di dare voce ai più deboli, a coloro che afflitti dalle malattie, soprattutto da quelle incurabili e invalidanti, non possono vivere una vita normale. A tutte queste persone, a tutte queste famiglie, ai caregiver familiari, alla chiesa, alle associazioni e agli operatori sociali va il mio invito di allertare ed informare il garante della persona disabile. In questa maniera se la vita dolorosa, cupa, incerta e disagiata di Simone e della sua mamma è trascorsa nell’indifferenza di tutti, la sua morte invece potrà servire per un nuovo inizio: Simone darà voce agli altri ammalati e alle altre madri o padri che non dovranno più essere lasciati da soli né privati della stessa dignità umana sol perché ammalati e dunque disabili

Il Garante della Persona Disabile del Comune di Trapani
Avv. Tiziana Barone