A pochi giorni dalla sua presentazione, l’associazione “Il Bajuolo”, che raggruppa una settantina di attività economiche ericine, ha revocato la disponibilità ad aderire alla “Erice Card”. Si tratta dello strumento con la quale l’amministrazione comunale attualmente guidata dal vicesindaco Gianni Mauro punta a rilanciare le presenze turistiche nel borgo medievale. Ed al tempo del covid 19 tutto passa il per “turismo di prossimità”. Tant’è che l’obiettivo della Erice Card è di fare tornare i visitatori locali, a partire da quelli dei comuni limitrofi, attraverso uno sconto di oltre il 50 per cento sul prezzo del biglietto della funivia, dalle cinque euro andata a ritorno al primo passaggio alle due euro per tutte le alte volte. In più c’è la possibilità di visitare il Castello di Venere, il museo Cordici e l’esposizione della Fondazione “Ettore Majorana” al San Domenico ed al complesso San Francesco. A questo circuito si aggiungono gli sconti nelle attività economiche che hanno aderito all’iniziativa, che ha visto l’associazione “Il Bajuolo”, guidata da Maurizio La Sala, partecipare a diversi incontri per definire il tutto. Adesso, a pochi giorni dal lancio, il gruppo ericino ha annunciato il ritiro dell’adesione alla “Erice Card”, motivando il tutto con un comunicato divulgato stamattina che di seguito pubblichiamo integralmente.

********

La scrivente associazione, revoca la disponibilità, accordata illo tempore, ad aderire al progetto “Erice Card” comunicando, al contempo, il ritiro delle adesioni da parte di 43 aziende associate.

Tale decisione, maturata dopo un confronto tra gli operatori ericini, scaturisce dalla consapevolezza dell’inefficacia del progetto così come attuato, lontano dalle logiche discusse e condivise al tavolo tecnico, che ponevano al centro del progetto la programmazione e la promozione turistica indispensabili ad una ripartenza economica, dopo il periodo di chiusura, dato dall’emergenza epidemiologica, che ha determinato una grave perdita per l’intero settore turistico.

L’associazione, infatti, durante il lungo periodo di interruzione delle attività, aveva aderito alla manifestazione “risorgiamo Italia” rappresentando il grave disagio, vissuto dagli operatori nei settori della ristorazione, alberghiero, commerciale ed artigianale, ed aveva chiesto, con forza, all’Amministrazione un confronto diretto ed immediato volto alla ricerca di soluzioni utili al rilancio turistico della Città di Erice.

Partecipando al tavolo tecnico, appositamente istituito, così, Il Bajuolo di Erice aveva proposto una serie di iniziative atte a favorire una ripresa dell’attività economica locale, ribadendo anche l’esigenza di un’immediata riapertura della funivia ed un’ampliamento degli orari relativi a tale servizio. Gli operatori ericini, infatti, lamentavano da anni il disagio dovuto alle fasce orarie dell’ovovia, non curanti delle esigenze dei pendolari né, tantomeno, di quelle turistiche.

Creando un disservizio, invece, il CDA della Funi Erice, non solo ha preteso una “garanzia” di 180.000 Euro (oltre ai contributi regionali) per la riapertura dell’impianto, ma ha posticipato l’avvio dell’ovovia al 27 di Luglio, a stagione inoltrata, quando già tutti i privati avevano riaperto le proprie attività.

Inoltre, non esiste, al momento, la certezza in merito alla continuità del servizio funiviario che potrebbe cessare il 26 di Settembre (qualora gli incassi non dovessero soddisfare le esigenze di gestione).

Le fasce orarie previste dalla funierice, inoltre, risultano estremamente riduttive ed inducono la gran parte dei viaggiatori ad una scelta alternativa.

La funivia rappresenta per Erice non solo un’attrazione turistica ma anche un servizio fondamentale che compensa la mancanza di parcheggi sul monte e dovrebbe garantire il trasporto dei visitatori oltre che quello dei lavoratori pendolari. Così gestita, però, funge esclusivamente da “ruota panoramica” su Trapani e non svolge un servizio pubblico così come dovrebbe, arrecando danno alla comunità locale.

Al disservizio della funivia si aggiunge la totale assenza di una strategia programmatica legata alla promozione di Erice.

  • Non è stata avviata la piattaforma di viaggi (così come richiesta dall’associazione il Bajuolo) utile, oggi più che mai, alla vendita on line BtoB che avrebbe permesso agli operatori di verificare immediatamente il catalogo e le disponibilità offrendo i migliori pacchetti ai clienti.
  • Ad oggi, mentre tutti i privati hanno riaperto le porte delle proprie attività per offrire un servizio ai visitatori, la metà dei siti turistici comunali rimangono chiusi e quelli aperti al pubblico mantengono un calendario di aperture ridicolo.
  • Mentre tutte le località turistiche pubblicizzano, ormai da settimane, un calendario di manifestazioni ed eventi, nel rispetto delle norme anti-covid, ad Erice tutto tace, non esiste alcuna iniziativa se non quelle promosse dai privati.
  • Continua a persistere per le vie di Erice una grave difficoltà di ricezione cellulare

Senza un’adeguata programmazione, un’efficace promozione ed un’appropriata offerta di servizi la Erice Card si trasforma in un contenitore vuoto e sconosciuto o forse in uno dei tanti, falsi pilastri su cui costruire una futura propaganda elettorale.

Per quanto su esposto, il Bajuolo ha deciso di fare un passo indietro e ritirare la propria adesione al progetto.

Il presidente
Maurizio La Sala