Il Trapani Calcio ha vissuto una stagione traballante, inziata male e finita peggio. Adesso bisogna pensare al futuro. Con Alivision o altri importa fino ad un certo punto. Priorità è l’iscrizione in Lega Pro e capire, una volta per tutte, a chi stanno a cuore i colori granata. Chi scrive è stato nel CDA societario e, com’è noto, è in scadenza di mandato con tutto il board. Non ho alcuna velleità per il futuro e tutto ciò che ho fatto, a differenza di tanti, è stato per amore della squadra della mia città; gratis e mettendoci la faccia. Certamente non “per fare passerella”, come qualche persona frustrata potrebbe sostenere, visto che il Presidente di Telesud non ha certamente bisogno di andare in Tribuna Vip per farla. Anche perchè, se volesse, ci andrebbe lo stesso. Piaccia o non piaccia, è cosi. Levato il sassolino, ritorniamo a questi mesi; non avevo deleghe economiche ne tanto meno sportive ed in un periodo assai particolare, caratterizzato dal Covid, ho fatto ciò che ho potuto; spesso attenzionando, dentro e fuori la società, le varie difficoltà che si presentavano. Ma questo mi consente, oggi, di poter parlare con cognizione di causa. Sapendo bene come stanno le cose. I 2 punti della penalizzazione pesano come un macigno sulla gestione Alivision; così come sulle sue tasche, visto che, non dimentichiamolo, il valore patrimoniale del club è notevolmente diminuito. Possiamo essere romantici quanto vogliamo, ma seppur sui generis, il Trapani Calcio è pur sempre un bene patrimoniale di chi ne è proprietario ancor prima che affettivo dei suoi tifosi. Detto questo, in quei giorni, poco prima delle scadenze federali del 16 marzo, nessuno, e sottolineo NESSUNO, ha dato una mano al club. Fuori e dentro il Trapani Calcio; senza che gli sarebbe costato un euro. Altro che “la città avrebbe risposto alla grande”. Tranne 3 trapanesi. Non sono autorizzato a nominarli, ma su di uno faccio eccezione: Andrea Bulgarella. In quei giorni, e non solo, ha risposto presente. Oggi, tirato da più parti per la giacchetta ha detto chiaramente “di non essere interessato a rilevare la squadra.” D’altronde, non si può essere l’uomo per tutte le stagioni e non può certamente essere sempre lui a metterci faccia e sacchetta. Bene, e gli altri? Ho letto di “cordate locali” con le aziende Nino Castiglione e Firriato. La prima, negli anni, ha dato sempre un contributo al calcio ed al basket in sponsorizzazioni. Niente di trascendentale ma lo ha dato. La Firriato, per quello che mi risulta, neanche quello. Credere che oggi possano interessarsi, in prima persona, alle sorti del Trapani è pura utopia. Ovviamente mi auguro di sbagliarmi e sarei il primo a sostenerli. Ho letto anche che l’ex presidente Heller vuole chiarezza. A me sta anche simpatico Heller…, ma chiarezza di cosa? I numeri sono lì; fra l’altro dovrebbe conoscerli meglio di altri visto che sino a gennaio era il massimo rappresentante legale della società. Petroni ha detto chiaramente che è anche disponibile a fare un passo indietro. Se non è così, e se ne dubita, che lo si smascheri. E visto che “è il diavolo”, si faccia avanti il Salvificatore; con tanto di progetto e persone, possibilmente giuridiche e di una certa solidità…, da spendere. Altrimenti, come diciamo dalle nostre parti, “i chiacchere su chiacchere e u maccarune inche a panza.”

Massimo Marino
Presidente di Telesud