Dopo la GNV Azzura, questa mattina è giunta in rada la “Aurelia”

La nave della SNAV “Aurelia” ha raggiunto questa mattina il litorale trapanese. E’ il secondo mezzo noleggiato dal Governo per ospitare i migranti- che a centinaia stanno raggiungendo nelle ultime settimane le coste siciliane- che devono svolgere il periodo di quarantena di 15 giorni obbligatorio, come previsto dalle disposizione anti Covid-19. Proveniente da Lampedusa, a bordo ci sono 250 migranti, tutti di nazionalità tunisina.

Il natante adesso è ormeggiato in rada, poco distante dalla “Azzurra”, la prima nave quarantena inviata dal Viminale per far fronte all’emergenza sbarchi all’hotspot di Lampedusa, giunta il 9 agosto a Trapani, che ospita 603 persone, la maggior parte di nazionalità tunisina, a bordo della quale sono stati registrati 24 casi di contagi al Coronavirus, più altri sei casi dubbi che vengono ugualmente trattati come se fossero positivi. A risultare positivo al test del tampone, inoltre, il cuoco che lavorava a bordo dell’imbarcazione. L’uomo è stato portato in una struttura anti-covid a Palermo. Il periodo di isolamento sulla “Azzurra” terminerà il 24 agosto. Si rimane in attesa di capire dove verranno trasferiti gli ospiti a bordo.

Intanto sull’arrivo della seconda imbarcazione per la quarantena dei migranti si registra la presa di posizione del sindaco Giacomo Tranchida: “Lascia basiti apprendere la notizia dell’ennesimo arrivo di nave quarantena al porto di Trapani ..mentre non è dato ancora al momento capire, nella fase post quarantena, dove il governo intenda traferire i migranti della nave Azzurra risultati negativi al tampone”.

Tranchida annuncia quindi la seconda ordinanza di divieto di sbarco, come è avvenuto per la nave Azzurra: “Ovvia e conseguente sarà l’ennesima ordinanza sindacale di divieto di sbarco, ma così comunque non può andare. Si ha l’impressione che il governo – al quale i sindaci e le parti socio-economiche del trapanese, denunciando ancora una volta la marginalizzazione territoriale per carenza di collegamenti infrastrutturali, hanno da mesi chiesto aiuto, anche valorizzando la destinazione covid free – sia invece proprio a corto d’idee: da un lato financo incapace di rimettere i voli della “partecipata” Alitalia a Birgi – migrati a Palermo e Catania – provi a adesso a rimediare per risollevare le sorti della destinazione turistica trapanese con i migranti, magari pensando di “risolvere” il problema di Lampedusa ..ma spostandolo su Trapani, al pari porto turistico. Non si comprende ancora perché non utilizzare porti con approdi militari?! Non pensi ancora il governo di considerare periferia del paese Trapani ed il territorio trapanese, anche perché la formazione culturale e sociale delle nostre comunità e si accogliente ed aperta, ma a tutto ci sta un limite e temo che la sottovalutazione del governo cominci a superarlo”.