«Per rilanciare il sistema produttivo e far ripartire l’economia del Mezzogiorno d’Italia è necessario investire su una maggiore presenza di professionalità, anche con contratti a termine, nei nostri comuni». lo ha dichiarato Leoluca Orlando, presidente di ANCI Sicilia. «I comuni siciliani vivono, da tempo, una condizione di paralisi istituzionale frutto di piante organiche inadeguate e il DL Crescita (17 marzo 2020), rischia di trasformare le preesistenti problematiche, relative alle difficoltà di assunzione di nuovo personale, in permanente  impossibilità di assumere e conseguente paralisi dell’attività amministrativa per i prossimi anni». Continua il presidente Orlando: «Il principio da cui muove la norma, infatti, è quello di legare le facoltà di assumere nuovo personale alla effettiva capacità finanziaria degli enti. Per molti comuni del centro-nord la conseguenza è stata quella di aver effettivamente sbloccato le assunzioni, ma nella gran parte dei comuni siciliani, e anche in molti comuni delle regioni del Sud, la realtà è profondamente diversa. Il limite del decreto sta, infatti nel partire dal presupposto che i comuni italiani abbiano caratteristiche omogenee quando in realtà presentano profonde diversità». «La debolezza finanziaria dei comuni siciliani e la loro ridotta capacità fiscale, aggravata da un inefficace sistema di riscossione dei tributi locali, rendono – aggiunge Orlando – impossibile attuare i parametri imposti dal DPCM del 17 marzo 2020,  con la conseguenza inevitabile dello svuotamento dei nostri comuni. Tutto questo si traduce nell’impossibilità di partecipare ad avvisi, elaborare progetti, reperire risorse e stare al passo con le vigenti norme in tema di assunzioni». L’Anci Sicilia ha chiesto, con un documento inviato al presidente del Consiglio Giuseppe Conte, alla ministra per la pubblica amministrazione, Fabiana Dadone, al ministro per gli affari regionali e le autonomie, Francesco Boccia e al ministro per il Sud, Giuseppe Provenzano, un intervento urgente per colmare il divario fra i Comuni del Nord e quelli del Mezzogiorno d’Italia. «I Comuni siciliani e delle altre regioni del Sud – conclude il presidente Orlando -, hanno necessità di un livello essenziale di strutture organizzative tecniche e di risorse professionali volte a progettare e utilizzare le ingenti quanto inutilizzabili risorse statali ed europee. Senza un intervento concreto in tal senso il Sud sarebbe destinato a restare sempre più fuori dalla complessiva ripresa e nessun divario potrà essere colmato».