Come era stato ampiamente previsto da tutti gli osservatori politici e dagli esperti di diritto, il Tar Sicilia, dopo l’impugnativa del Governo, ha sospeso cautelativamente l’ordinanza del presidente della Sicilia Nello Musumeci che prevede la chiusura degli hotspot e dei centri di accoglienza per migranti presenti sull’isola. Alla base dell’impugnazione la considerazione che la gestione del fenomeno migratorio è competenza dello Stato, non delle Regioni. “Le misure adottate con l’impugnato provvedimento – scrive il TAR anticipando una sorta di giudizio di merito – sembrano esorbitare dall’ambito dei poteri attribuiti alle regioni, laddove, sebbene disposte con la dichiarata finalità di tutela della salute in conseguenza del dilagare dell’epidemia da Covid-19 sul territorio regionale, involvono e impattano in modo decisivo sull’organizzazione e la gestione del fenomeno migratorio nel territorio italiano, che rientra pacificamente nell’ambito della competenza esclusiva dello Stato ai sensi dell’art. 117, co. 2, lett. b), della Costituzione. Inoltre la disposta chiusura dei porti all’accesso dei natanti di qualsiasi natura trasportanti migranti sembra esorbitare parimenti dalla competenza regionale”. Il governo centrale, dunque, vuole riaffermare la sua competenza sui migranti. Musumeci ha commentato: “Il Governo eserciti pure le sue competenze e intervenga come non ha fatto in questi mesi. La Sicilia difenderà la propria decisione davanti al giudice amministrativo”. Si profila però una sorta di pareggio tra le parti. L’udienza cautelare collegiale del 17 settembre, infatti, con molta probabilità si limiterà a dichiarare cessata la materia del contendere perché l’ordinanza impugnata ha validità fino al 10 settembre. Di fatto il TAR ha posto posto una pietra tombale sull’ordinanza impugnata decretandone di fatto l’inutilità.