di Mario Torrente

Fino a domani ad Erice, nei locali monastero della chiesa di San Pietro, riaperto di recente dopo i lavori di restauro, sarà possibile visitare la mostra “Tutte le generazioni mi chiameranno Beata”.

Ad Erice, un tempo, il mese di agosto era dedicato alla “Cavalcata”, un processione notturna che era aperta dai muntisi a cavallo nei panni dei “cavalieri” con al seguito un corteo con i setti carri dove venivano rappresentate delle scene del vecchio e nuovo testamento. Ogni anno c’era un tema diverso. Quella notte ad Erice era festa, con le strade piene come non mai. All’antico rito della Cavalcata è stata dedicata una mostra che è possibile visitare in questi giorni all’ex monastero della chiesa di San Pietro, dalle 10,30 alle 13,30 e dalle 17 alle 20. Il corteo religioso, che si teneva nel mese di agosto proprio in occasione del festeggiamenti in onore di Maria Santissima di Custonaci, usciva la sera e per tutta la notte si snodava per le vie di Erice, facendo da richiamo a tantissimi visitatori. I carri, spinti dai muntisi attraverso delle grandi aste, erano in tutto sette e nell’ultimo, chiamato “La caravella” ci stavano i musicisti con il coro. Ogni anno per la “Cavalcata”, tradizione a suo tempo molto sentita nella comunità ericina, veniva scelto un tema, poi sviluppato attraverso le rappresentazioni allestite nei carri, con i figuranti che indossavano degli abiti caratteristici. Il corteo religioso era aperto da alcuni muntisi a cavallo, “i cavalieri” che per l’occasione sfoggiavano, come racconta il celebre etnografo Giuseppe Pitrè, anelli, corone, spille e tutti gli oggetti più preziosi della sua famiglia. Secondo un documento storico, sembra che la tradizione della cavalcata risalirebbe all’agosto del 1737, ideata da due ecclesiastici e due laici nella sera precedente della processione di Maria Santissima di Custonaci. Poi divenne un appuntamento stabile, riproposto fino agli inizi degli anni Settanta. L’ultima Cavalcata si tenne insomma circa cinquant’anni fa. Ad Erice ancora c’è chi ricorda questi suggestivi cortei religiosi. Ma tra le nuove generazioni non resta quasi più memoria. Così, per non disperdere questo patrimonio storico e religioso, don Piero Messana ha ideato una mostra, mettendo in esposizione i libriccini illustrativi che ogni anno venivano realizzati in occasione della Cavalcata, con la descrizione del tema della processione dei personaggi a cavallo e sui carri, con l’elenco della deputazione che quell’anno si occupò dell’organizzazione del corteo religioso.

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