Il fuoco ha devastato circa la metà dell’area protetta

E’ questo il primo scatto, dopo l’incendio, che ha fatto il giro del web scatenando l’indignazione e la rabbia di migliaia di persone. La foto di Cala dell’Uzzo completamente bruciata, emblema di un paradiso naturale che non esiste più. Infatti almeno più della metà dei 1700 ettari della Riserva Naturale dello Zingaro sono stati arsi al suolo. Le fiamme, alimentate dal forte vento di scirocco, hanno devastato il ricchissimo e variegato patrimonio naturale e la fauna presente al suo interno.  La prima riserva naturale di Sicilia- di cui il prossimo anno ricorrerà il 40esimo anniversario della sua istituzione- una delle più visitate al mondo, con i suoi sette chilometri di costa che si affacciano su un mare cristallino, è stata sfregiata al cuore. Un danno inestimabile, in termini ambientali e faunistici. L’unica area che si è salvata è la caletta di  «Tonnarella del Luzzo», dal lato di Scopello. Da oggi in poi la Riserva resta chiusa, fino a nuove disposizioni.

Di azione criminale hanno parlato i due sindaci dei Comuni su cui insiste l’area protetta, quello di Castellammare del Golfo, Nicolò Rizzo, e di San Vito Lo Capo Giuseppe Peraino. Vari i punti del territorio sanvitese, nel fine settimana, nel mirino dei piromani. Sabato sera il primo, gravissimo, rogo partito da Castelluzzo, nella zona della via Verdesca. Alimentate dal forte vento le fiamme alte si sono allargate velocemente risalendo fino alla montagna. Altri punti di fuoco a Macari dove il cielo si è dipinto di rosso e l’area è diventata irrespirabile. Circa 200 le persone fatte evacuare, in via precauzionale, tra residenti e turisti in contrada Valanga e nelle vicinanze. Due le abitazioni intaccate la fuoco. Ha bruciato anche Baia Santa Margherita e un tratto della provinciale, in prossimità dell’intersezione con via dell’acqua. In fiamme pure la località Biro, prima della galleria con le forze dell’ordine che hanno regolato il flusso veicolare in entrata, bloccandolo per un lasso di tempo. Lunghe code di auto ed un’atmosfera spettrale per un sabato sera che difficilmente verrà dimenticato.  La macchina dei soccorsi ha funzionato. Nessun ferito ma tanta paura ed ettari di verde andati in fumo. Il sindaco Peraino chiede che la mano criminale venga individuata e punita.