Il Tribunale di Trapani ha rigettato un reclamo proposto dal Senatore grillino,  condannandolo al pagamento delle spese legali ed addirittura, cosa non usuale in giurisprudenza, “a versare un ulteriore importo a titolo di contributo unificato pari a quello dovuto per il reclamo proposto” ; questo a dimostrazione della temerarieta’ dell’ azione. Ancora una volta, la vicenda nasce dalla ricostruzione giornalistica del durissimo pronunciamento del Giudice Giarrusso a seguito dell’esposto querela per diffamazione per delle surreali quanto false affermazioni fatte da Santangelo nel corso di 2 comizi nel 2017 nei confronti di Telesud. Al parlamentare non andò giù la sintesi espressa nel nostro titolo di allora “Santangelo non può essere assolto”; sostenendo, invece, che sarebbe stato corretto scrivere “non può essere processato.” Una pretestuosità che chiunque leggesse le 8 pagine riterrebbe, questa si, “abissalmente” distante dalle oggettive considerazioni del GOT. Ed infatti, anche il Collegio civile, presieduto dalla dott.ssa Daniela Galazzi, scrive :”Il Giudice Penale ha sottolineato – a suo tempo – come non appaia sussistere “allo stato” un effettivo collegamento con l’attività politica dell’imputato sia della tematica relativa alla crisi del locale mercato del pesce sia allo spazio riservato dai mezzi di comunicazione di massa alle istanze dei lavoratori del settore ittico, ritenendo inapplicabile la garanzia prevista dall’art. 68 della Costituzione. Deve ritenersi, dunque, che non si sia limitato, nel proprio provvedimento, ad affermare che Santangelo non potesse essere “processato”, essendo necessaria l’autorizzazione a procedere del Senato della Repubblica, ma abbia anche chiarito come costui non potesse essere assolto.” Non giustificando, quindi, l’istanza di rettifica volta a enfatizzare le doglianze sul presunto comportamento scorretto della nostra redazione. Per tali ragioni,  il reclamo presentato dagli avvocati Vincenzo Esposito e Sergio Sciuto è stato rigettato. Il Collegio, inoltre, sciogliendo la riserva, ha voluto stigmatizzare nella sua pronuncia il contenuto della richiesta di rettifica inoltrata dai  legali del parlamentare 5 Stelle sottolineando come “occorra, poi, rilevare come in sede di comparsa di costituzione la parte resistente abbia preso specifica posizione sull’esistenza di frasi pungenti e ridicolizzanti, oltre che inutili e superflue, e di espressioni velatamente “monitorie.” Ma tant’è; ognuno svolge la propria professione come meglio reputa. “Sono orgogliosa e onorata del vittorioso epilogo di questa annosa querelle giudiziaria” ha dichiarato, invece, l’avvocato Giuseppina Montericcio, legale di Telesud. “Ancora una volta il Tribunale di Trapani ha mostrato eccezionale sensibilità e profondo senso di responsabilità istituzionale nel garantire il giusto equilibrio tra il diritto di cronaca e la tutela dell’altrui reputazione personale e professionale. La condotta editoriale di Telesud che, vantando una schiera di professionisti valenti e capaci, pone quotidianamente l’attività informativa al servizio del territorio e della comunità locali, non è stata ritenuta faziosa né foriera di maliziosi fraintendimenti tali da giustificare il tenore letterale della chiesta rettifica. La posizione assunta dal Collegio accoglie in toto il nostro teorema difensivo ponendosi lungo i binari tracciati dalla giurisprudenza europea a baluardo della libertà di stampa quale alta espressione di democrazia e di pluralismo informativo che va difeso e attuato. In uno Stato di diritto infatti – conclude il legale – non si può e non si deve consentire che l’istituto della rettifica, riconosciuto ex lege al soggetto che si ritenga soggettivamente leso da un prodotto editoriale, si tramuti in un bavaglio in grado di intimorire e silenziare l’informazione giornalistica su fatti di pubblico interesse.”