Il sindacato di categoria esprime perplessità in merito alla sicurezza degli studenti

“Il rischio è che per molti studenti, pendolari e fuori sede in particolar modo, potrebbe risultare difficoltoso arrivare a scuola con i mezzi di trasporto pubblico. Un problema prevedibile e annunciato, quello di migliaia di studenti siciliani, il cui 20% è abitualmente fruitore dei servizi di trasporto pubblico e che, secondo quanto prevedono le normative e i protocolli anti-Covid 19, dovrebbero avere garanzie sull’aumento delle corse e su un numero più elevato di vetture ed autisti, quali soluzioni imprescindibili per una mobilità in sicurezza al servizio del diritto allo studio”. Cosi Francesca Bellia e Dionisio Giordano, rispettivamente segretaria generale della Cisl Scuola Sicilia e segretario generale della Fit Cisl Sicilia, a pochi giorni dalla riapertura delle scuole esprimono forte preoccupazione sulla capacità dell’intero sistema di trasporto pubblico gommato di offrire un’offerta di mobilità per gli studenti, realmente in grado di rispettare i protocolli anti-Covid 19 ed evitare eventuali contagi. Da qui il grido d’allarme delle due federazioni della Cisl, Scuola e Trasporti, con la proposta al governo regionale, istruzione e trasporti, “di attivare con urgenza un coordinamento unico regionale con associazioni datoriali e sindacali per individuare le soluzioni legate alla gestione dei flussi”. “Lo stato di salute del TPL siciliano – spiegano i due segretari – risultava precario ancor prima della diffusione della pandemia e difficilmente il servizio potrà essere potenziato. La quasi totalità delle aziende pubbliche comunali sono interessate da grande sofferenza economico-finanziaria, da processi di messa in liquidazione, da chiusura e costituzione di new-co. Di contro le aziende private e in generale l’intero sistema di circa 70 società, vive con il fiato sospeso e nell’impossibilità di fare programmazione, a causa di processi politico-autorizzativi farraginosi e della continua rincorsa all’assegnazione dei finanziamenti regionali per garantire servizi minimi alla collettività, continuità aziendali e livelli occupazionali, che quasi sempre si concretizza ad anno abbondantemente in corso”. I due segretari aggiungono “nei precedenti mesi di pandemia la condizione si è ancor più aggravata, con il crollo della domanda e quindi degli incassi, l’inevitabile ricorso agli ammortizzatori sociali per i lavoratori e quindi la riduzione della capacità di spesa delle aziende. E’ pur vero che il governo nazionale ha previsto il fondo di risarcimento per il settore ma vi si potrà attingere nei prossimi mesi, mentre le scuole ripartono fra qualche giorno ed ero necessario stanziare prima le risorse”. “Ci chiediamo infine a cosa sia valso aver sottoscritto protocolli nazionali e regionali sull’adeguamento dei trasporti in base alle esigenze degli studenti, quando, ancora allo stato attuale non c’è neanche la condizione di garantire distanziamento fisico sui mezzi”.

Comunicato stampa