di Federico Tarantino

Nessun allenamento allo stadio Provinciale per i calciatori del Trapani. Convocati, per questa mattina alle 9,30, per svolgere il primo allenamento, i giocatori hanno dovuto fare amaramente rientro a casa senza svolgere alcuna attività. Allo stato attuale, non verrebbe garantito il protocollo sanitario previsto dalla Figc. I giocatori si sono sottoposti a tre tamponi: tutti negativi, eccetto per un tesserato. Il problema che ha portato all’annullamento dell’allenamento sarebbe legato a figure, previste dal protocollo, necessarie per svolgere le attività: magazzinieri, steward e custodi. Queste persone non avrebbero effettuato lo stesso numero di tamponi del gruppo squadra e, di conseguenza, non possono, per il momento, lavorare all’interno dello stadio Provinciale. Tutti a casa, quindi, questa mattina tra la delusione dei tesserati, convocati nuovamente alle 16,30, per svolgere il quarto ciclo di tamponi.

Intanto sul fronte dell’eventuale passaggio di proprietà la situazione è attualmente stabile: Alivision è proprietaria del 100 percento delle quote della formazione granata. Per l’acquisto si sono fatti avanti pubblicamente il comitato “C’è chi il Trapani lo ama” e l’imprenditore Gianluca Pellino. Il gruppo di tifosi, che ha raccolto già oltre 300 adesioni, chiede un passo indietro dell’attuale proprietà, consegnando la squadra al sindaco Giacomo Tranchida, secondo condizioni che sarebbero state concordate mercoledì mattina. Pellino, invece, attende risposte dalla proposta avanzata a Fabio Petroni, dando una deadline immediata. Una situazione di stallo, con la confusione che regna tra i giocatori, staff, dipendenti e tifosi. È l’ora delle certezze, quelle che, per il momento, sembrano mancare in casa Trapani Calcio: domenica 27 settembre è prevista la prima di campionato e ad oggi la squadra non ha potuto allenarsi neppure una volta.