Un solo caso, quello di Salemi, per il resto solo note di merito dall’ASP

Il comparto della ristorazione trapanese, in tutta la provincia, ha risposto con efficacia alle misure anticontagio. A parte il singolo caso di salemi nessun altro caso di positività è riconducibile ad una attività di ristorazione pubblica.

2700 ditte di ristorazione pubblica. Si tratta di ristoranti, trattorie, pizzerie, rosticcerie, pasticcerie, bar ed esercizi pubblici assimilabili. Tante le attività sotto il controllo dell’ASP attraverso il servizio di igiene degli alimenti e della nutrizione del dipartimento di Prevenzione. Alle normali norme HACCP, che regolano le attività della ristorazione si sono aggiunte le misure per arginare la diffusione del virus SARS-CoV-2. A dispetto dei numeri degli attualmente positivi, 270 in tutta la provincia, l’ASP ha registrato un solo caso di attività di ristorazione pubblica divenuta un focolaio. È il caso, ormai noto, del ristorante di Salemi. Non è stato facile per il servizio epidemiologico dell’ASP risalire a tutti i contagi. Solo quel cluster ha richiesto l’elaborazione del contact tracing di 2000 persone. Tante ne sono transitate nel ristorante nei 14 giorni antecedenti la scoperta del primo caso, il titolare dello stesso ristorante. A questi numeri vanno aggiunti i potenziali contagi secondari intrafamiliari. Insomma un lavoro con dietro una grande macchina organizzativa e il recente potenziamento dei laboratori di sanità pubblica che in poco più di un mese sono passati da una capacità di analisi di 200 tamponi al giorno ad una media di 400/450. I ristoratori della provincia di Trapani hanno definito con l’ASP un protocollo che tiene conto del documento elaborato dal Gruppo Sanità Pubblica Veterinaria e Sicurezza Alimentare dell’Istituto Superiore di Sanità e approvato in conferenza stato – regioni dell’articolato titolo “Indicazioni ad interim sul contenimento del contagio da SARS-CoV-2 e sull’igiene degli alimenti nell’ambito della ristorazione e somministrazione di alimenti”. Su questa base ASP Trapani e ristoratori trapanesi hanno elaborato le lineee guida che sono state osservate e sono ancora in vigore e grazie alle quali il comparto si può dire sicuro purché si osservino alcune regole sia in sala, nel rapporto ristoratori clienti, in cucina, nelle relazione tra attività di ristorazione e fornitori. Ciascuno deve fare la sua parte, a cominciare dai clienti che devono rinunciare ad un aparte della loro privacy fornendo i dati anagrafici per un eventuale tracciamento che ha necessità di essere quanto più rapido possibile quando si verificano ipotesi di contagio.