La sindaca di Erice Daniela Toscano (Ph: archivio Telesud)

Una ordinanza “piena” quella del Tribunale di Palermo su Massimo Toscano Pecorella, fratello della sindaca di Erice

Dopo il dispositivo che aveva tolto l’ordinanza restrittiva del Gip di Trapani sull’obbligo di dimora fuori dai confini dei comuni di Trapani ed Erice per Daniela Toscano, adesso arrivano anche le motivazioni del Riesame. Ed è una ordinanza “piena” quella del collegio presieduto da Mauro Terranova che entrano nel merito delle contestazioni mosse a Massimo Toscano Pecorella, fratello della sindaca ericina ed anch’egli coinvolto nel cosiddetto “caso parcheggi di Erice”. Ma è sulla sindaca che si soffermano.

Undici pagine che indeboliscono non poco il castello accusatorio dei PM trapanesi. I magistrati palermitani, infatti, in più di un passaggio sottolineano come “le argomentazioni poste a base dell’ordinanza impositiva con riguardo ai gravi indizi di colpevolezza non siano integralmente condivisibili.” In particolare, il Tribunale della Libertà si esprime in punta di diritto sulla nota vicenda dei parcheggi motivando che “va chiarito come il capo d’incolpazione contesti d’aver procurato alla AGIR Service un ingiusto vantaggio patrimoniale.” Ed ancora come “nè nel predetto capo nè, più in generale, nella complessiva ricostruzione del PM si ipotizza abbia arrecato un danno ingiusto. E che la natura ingiusta del vantaggio patrimoniale sarebbe derivata dall’anticipazione della decisione pur non essendo contestata la legittimità.”

Per il Riesame, “a proposito di ingiustizia del vantaggio nel reato di abuso d’ufficio va richiamata la giurisprudenza di legittimità in materia che definisce ai fini dell’integrazione del reato come sia necessaria la cosidetta doppia ingiustizia; ovverossia un duplice apprezzamento: la condotta che deve essere connotata da violazione di legge…sia l’evento di vantaggio patrimoniale in quanto non spettante in base al diritto oggettivo. Alla luce di tali premesse non è in alcun modo ipotizzata l’illegittimità dell’autorizzazione rilasciata alla AGIR ne che l’accelerazione impressa al procedimento abbia prodotto un risultato contra legem. Non vi è neanche una evidenza di macroscopica anticipazione dei tempi. In conclusione, non potendosi far derivare l’ingiustizia del vantaggio arrecato dalla sola illegittimità della condotta contestata agli indagati (peraltro formalmente estranei al procedimento), alla luce delle risultanze dedotte va esclusa la realizzazione dell’evento tipizzato dalla fattispecie incriminatrice”.

Parole forti quella dei magistrati palermitani che rimettono politicamente in pista il sindaco di Erice che sulla scorta di questa vicenda ha avuto ragione nel tenere duro convinta della bontà delle proprie argomentazioni e della propria condotta amministrativa. La Toscano adesso avrà certamente modo di affrontare il procedimento con più serenità e con un punto, pesantissimo, a suo favore.  

Dopo il dispositivo che aveva tolto l’ordinanza restrittiva del Gip di Trapani sull’obbligo di dimora fuori dai confini dei comuni di Trapani ed Erice per Daniela Toscano, adesso arrivano anche le motivazioni del Riesame. Ed è una ordinanza “piena” quella del collegio presieduto da Mauro Terranova. Undici pagine che indeboliscono non poco il castello accussatorio dei PM trapanesi. I magistrati palermitani, infatti, in più di un passaggio sottolineano come “le argomentazioni poste a base dell’ordinanza impositiva con riguardo ai gravi indizi di colpevolezza non siano integralmente condivisibili.” In particolare, il Tribunale della Libertà si esprime in punta di diritto sulla nota vicenda dei parcheggi motivando che “va chiarito come il capo d’incolpazione contesti d’aver procurato alla AGIR Service un ingiusto vantaggio patrimoniale.” Ed ancora come “ne nel predetto capo nè, più in generale, nella complessiva ricostruzione del PM si ipotizza abbia arrecato un danno ingiusto. E che la natura ingiusta del vantaggio patrimoniale sarebbe derivata dall’anticipazione della decisione pur non essendo contestata la legittimità.” Per il Riesame, “a proposito di ingiustizia del vantaggio nel reato di abuso d’ufficio va richiamata la giurisprudenza di legittimità in materia che definisce ai fini dell’integrazione del reato come sia necessaria la cosidetta doppia ingiustizia; ovverossia un duplice apprezzamento: la condotta che deve essere connotata da violazione di legge…sia l’evento di vantaggio patrimoniale in quanto non spettante in base al diritto oggettivo. Alla luce di tali premesse non è in alcun modo ipotizzata l’illegittimità dell’autorizzazione rilasciata alla AGIR ne che l’accellerazione impressa al procedimento abbia prodotto un risultato contra legem. Non vi è neanche una evidenza di macroscopica anticipazione dei tempi. In conclusione, non potendosi far derivare l’ingiustizia del vantaggio arrecato dalla sola illegittimità della condotta contestata agli indagati (peraltro formalmente estranei al procedimento), alla luce delle risultanze dedotte va esclusa la realizzazione dell’evento tipizzato dalla fattispecie incriminatrice”. Parole forti quella dei magistrati palermitani che rimettono politicamente in pista il sindaco di Erice che sulla scorta di questa vicenda ha avuto ragione nel tenere duro convinta della bontà delle proprie argomentazioni e della propria condotta amministrativa. La Toscano adesso avrà certamente modo di affrontare il procedimento con più serenità e con un punto, pesantissimo, a suo favore.