Gianluca Pellino finalmente è giunto in città; ed ha trovato una piazza diffidente e gli uffici vuoti. Com’è noto, l’agitazione del personale deriva del mancato pagamento degli stipendi da giugno. Il neo patron – seppur, ad oggi, senza alcuna carica formale – ha provveduto a saldare una sola mensilità a 4 dipendenti su 16. Un po’ pochino per chi ha la volontà – o la presunzione…, a secondo dei punti di vista – di rilevare un club professionistico. Ai bravissimi Federico Tarantino e Francesco Francioso ha più volte detto di essere qui “per metterci la faccia”. Così come “d’avere (anzi, “abbiamo” al plurale…) le risorse per far fronte alle scadenze federali dei prossimi giorni”. Cifre importanti, oltre 600 mila euro. È sacrosanto non essere prevenuti e metterlo alla prova dei fatti, come lui stesso ha chiesto. Altrettanto, però, è sacrosanto che faccia chiarezza su alcune domande che i tifosi si pongono, a maggior ragione dopo una vendita anomala – che Petroni “assai generosamente”  avrebbe ritenuto di cominciare a cedere “per step” senza alcun esborso economico…- partendo da un 10% scarso, guarda caso appena sotto soglia delle norme federali sui “requisiti d’onorabilità e capacità finanziaria”. Contratto che, nonostante annunciato ai nostri microfoni, è rimasto riservato senza alcuna “dimostrazione di blindatura”, perorata “con preghiera di farne passare il messaggio”, in una sorta di conferenza-presentazione ancora più surreale della compravendita. L’imprenditore marsicano farebbe, dunque, un gesto di trasparenza, con tutto ciò che ne consegue in termini di fiducia sul territorio, rendendo noto quale sia il gruppo di persone – con modello 730 a portata di mano possibilmente – che lo accompagnano “nel progetto Trapani Calcio”, ove mai vi fossero, e soprattutto quale siano le aziende – con relativi fatturati – da cui drenare le risorse necessarie “anche per gli importanti investimenti che vorrebbero sviluppare in Sicilia nel campo turistico ed energetico”. Ed ancora: essendo notorio che per l’assunzione di cariche societarie nei club professionistici vada sottoscritta un’autocertificazione su carichi pendenti o sentenze passate in giudicato assai stringente, c’è qualche ragione in tal senso perché lo stesso non sia voluto entrare nel CDA preferendo designare – come sembrerebbe…- una persona a lui vicina? Domande legittime che il territorio ha diritto di conoscerne le risposte. Chiedere al personale di fare la propria parte, sapendo perfettamente che già da mesi e mesi l’ha fatta ampiamente…, tuttavia presentandosi con appena una delle quasi 4 mensilità solo su alcune figure – cosa di per sè già di cattivo gusto verso i colleghi e pessimo biglietto da visita per lui stesso – non ci sembra, onestamente, proprio il massimo. A maggior ragione quando non si tratti di “grosse cifre” come egli stesso ha affermato nel corso di una intervista. Fatto sta che queste “modeste cifre” non si sono materializzate, magari parzialmente, in maniera accettabile dopo il suo ingresso in società. Non bisogna di certo essere un Sergio Marchionne per capire che così facendo è impossibile riscuotere anche solo una tregua da una città già di per sè comprensibilmente scettica dopo la “retrocessione Alivision” per non parlare dell’esperienza De Simone. Insomma, signor Pellino, la nostra è notoriamente una terra assai ospitale; ma fra ospitalità e creduloneria ce ne corre. Rispondere a quanto sopra aiuterebbe non poco a mitigare lo scetticismo dei tifosi. In questo caso saremo i primi a ringraziarla per ogni impegno “nella continuità aziendale” dei colori granata.

P.s. Sorvolo per carità di patria sugli accadimenti di queste settimane perchè non riesco neanche a descrivere, da trapanese, la vergogna che la proprietà ci sta “regalando” (ben al di là delle pur ragionevoli richieste morigeratamente risarcitorie che potrebbe accampare…) davanti all’opinione pubblica del Paese. 

Massimo Marino
Presidente di Telesud