di Federico Tarantino

I tifosi e gli appassionati granata hanno trascorso la prima domenica senza alcun aggiornamento del Trapani Calcio. La formazione granata non era già scesa in campo nelle gare contro Casertana e Catanzaro, ma anche in quelle circostanze non mancarono le occasioni di commento. Domenica nulla di tutto ciò per chi, per anni, ha gioito e sofferto per quegli undici uomini con la maglia granata che inseguono quel pallone che rotola in un campo rettangolare. L’estromissione del team trapanese giunge al termine di dieci anni vissuti nel calcio professionistico: mai nella sua storia ultracentenaria il Trapani aveva vissuto un’epoca migliore.

Nel 2010, infatti, il Trapani era stato ripescato in Seconda Divisione di Lega Pro, la categoria che per alcuni anni raccolse l’eredità della vecchia C2. Dopo appena un campionato la formazione di Boscaglia venne promossa in Prima Divisione, fino a giungere nel 2013 in serie B: mai accaduto prima dal 1905. Da lì l’escalation fino ad arrivare ai giorni odierni in cui i tifosi granata sono rimasti senza il Trapani Calcio.

Appassionati che per un decennio sono stati più fortunati dei propri padri e dei propri nonni: più generazioni di trapanesi, infatti, non hanno mai vissuto il campionato di B, così come la gara di San Siro con l’Inter e la finale con il Pescara per conquistare la serie A. Chissà se un giorno ci sarà una nuova “generazione professionista”. Sicuramente gli appassionati fremono di vedere la maglia granata tornare in campo, ma probabilmente avranno anche il senso di essere stati fortunati per ciò che hanno vissuto in un’epoca calcistica gloriosa per il territorio trapanese.