La delegazione dei GRUPPI PARLAMENTARI “MOVIMENTO 5 STELLE” DEL SENATO DELLA REPUBBLICA E DELLA CAMERA DEI DEPUTATI,in occasione delle consultazioni (foto di Francesco Ammendola - Ufficio per la Stampa e la Comunicazione della Presidenza della Repubblica)

Lo ha detto ieri, in un’intervista al TG1, il Ministro degli Esteri Luigi Di Maio.

“Ci stiamo muovendo in maniera responsabile. Non abbiamo mai fatto proclami e adesso stiamo lavorando a testa bassa per i pescatori siciliani che sono in stato di fermo in Libia”. Queste le parole rilasciate al TG 1 delle 20.00 dal Ministro degli Esteri Luigi Di Maio sulla vicenda dei 18 marittimi dei 2 pescherecci mazzaresi fermati lo scorso primo settembre dai militari del generale Haftar per aver violato un’area di pesca che lo Stato nord Africano riconosce di propria competenza territoriale. Il Ministro Di Maio ha aggiunto che i pescatori sono in buone condizioni di salute, non sono nelle carceri, e che ogni giorno la Farnesina si informa sulle loro condizioni di salute che sono buone.  

Una risposta pubblica, quella del Ministro, che rompe il silenzio da tempo denunciato da parte delle famiglie dei marittimi. Alcuni familiari si trovano da quasi un mese a Roma, in presidio permanente davanti Palazzo Monte Citorio. Al loro fianco, è volato anche il sindaco di Mazara del Vallo, Salvatore Quinci, che ha incontrato l’ambasciatore Pietro Benassi, consigliere diplomatico di Palazzo Chigi.

Di fatto, a parte le rassicurazioni, resta il massimo riserbo sulla vicenda che è diventata orma un vero e proprio caso mediatico.

Oggi interviene il coordinatore provinciale di Forza Italia Toni Scilla che evidenzia come dopo oltre 45 giorni di prigionia, dei 18 pescatori sequestrati in Libia,  di fatto non si abbiamo assolutamente notizie rispetto alla motivazione del sequestro, ai tempi del loro rilascio e soprattutto non si sa nulla sulle loro reali modalità di trattamento e sul loro vero stato di salute.

“Parliamo di persone – scrive Scilla-che svolgono un’attività lavorativa difficile, rischiosa, fatta di immensi sacrifici. Parliamo di cittadini, onesti lavoratori del mare.

Scilla si domanda se sia “normale che il Governo Nazionale, dietro l’alibi della segretezza, non riesca a fornire nessun tipo di informazione”. Il coordinatore provinciale di Forza Italia chiede che il Governo invii a Bengasi una delegazione politico istituzionale, accompagnata anche da personale medico e da alcuni familiari dei pescatori sequestrati, per accettarsi dello stato di permanenza e di salute fisico e mentale dei marittimi”.