La restituzione delle schede elettorali. Ultima ratio per una protesta civile, per farsi ascoltare dalla politica, da chi decide le sorti di un territorio. Accade a Castelvetrano e nella valle del Belìce, area di riferimento dell’ospedale Vittorio Emanuele e per il quale si batte da due anni il Comitato Civico Orgoglio Castelvetranese Belicino. Un comitato di cittadini estraneo a qualsiasi formazione politica che tenta di salvare il salvabile, perché si legge in una nota, il nosocomio non diventi una “carcassa dallo scellerato piano regionale sanitario”. Una pianificazione che nel corso degli anni ha portato alla riduzione di posti letto e alla chiusura di interi reparti. Il 20 gennaio scorso le richieste del Comitato sono state formalizzate davanti a tutti i sindaci e i consigli comunali della Valle del Belice nel corso di una assemblea aperta. Tutti concordi sulla necessità di rimodulare il piano sanitario e ridare al Vittorio Emanuele il ruolo di ospedale di comunità. Da allora nulla s’è mosso. Il Comitato civico proponente intende, ancora una volta, sollecitare tutte le forze politiche locali, regionali e nazionali, a impegnarsi alla verifica della gravissima questione sociale che sta provocando la reazione di molti cittadini che stanno consegnando le proprie tessere elettorali per protesta al Gazebo di presidio permanente innanzi al cancello dell’ospedale. Già 2.000 schede elettorali sono state depositate per protesta. Una raccolta sarà organizzata anche negli altri paesi del Belice. Il comitato ritiene che dinanzi a una protesta così forte e decisa la politica dovrà dare una risposta. Comitati civici analoghi si stanno cotituendo a difesa dei presidi ospedalieri territoriali, come Pantelleria, Lipari, Partinico, Mussomeli, Giarre, Leonforte.

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