E’ stata una full immersion quella del finanziere italo-svizzero Renato Picciotto. Una tre 3 giorni cominciata “non portando sfiga”, come lui stesso ha ironicamente commentato a fine partita dopo la vittoria dei bianco-verdi, e continuata con la visita di Erice, Favignana – pranzando in un noto ristorante di Piazza Europa – e la Tonnara di Bonagia, con gli imprenditori Nino e Franco Castiglione a fargli da cicerone. Ovviamente, genovesi e prelibatezze di tonno rosso hanno deliziato la sua gola, della compagna e degli altri 12 membri della carovana giunta a Birgi con l’aereo privato dell’imprenditore 75enne. Fra questi, anche il commercialista ed il suo ingegnere per gli investimenti annunciati sul territorio. Com’è noto, nel mirino, la Banca d’Italia; una operazione da quasi 10 milioni di euro – fra acquisto e ristrutturazione – con incarico di seguire il tutto già conferito ad un architetto trapanese. L’attenzione è ricaduta anche sul nostro lungomare, non disdegnando un altro investimento nel settore dei lidi balneari esclusivi, così come già fatto in Puglia nell’esperienza del Lecce calcio. Ma al centro della sua permanenza “al Platamone”, albergo al centro di Trapani di proprietà dell’ex patron del Trapani Calcio Andrea Bulgarella, incontrato velocemente lunedì, “l’affare Dattilo”; dopo un incontro interlocutorio con la proprietà, Picciotto dovrebbe rincontrare il Presidente Michele Mazzara domani al Verdura Resort di Sciacca dove la comitiva si è spostata per qualche giorno di relax prima del rientro. I termini dell’accordo sarebbero i seguenti: un aumento di capitale da 250 mila euro subito, con il passaggio di quote per il 51%, così da consentire, possibilmente,  la liquidità necessaria al salto di categoria già quest’anno; a fine stagione l’acquisizione della rimanenza per altrettante 250 mila euro ed un “premio promozione” all’attuale proprietà di circa 300 mila euro. Se domani si dovesse chiudere, cosa che sembra ormai data per certa, domenica il neo patron potrebbe tornare “al Provinciale” per assistere al match contro il San Luca. Insomma, idee chiare per il finanziere nato al Cairo con investimenti importanti che il territorio non dovrebbe farsi sfuggire. Su di lui, infatti, l’attenzione resta alta; ad iniziare da quella del Sindaco Giacomo Tranchida, ancora non incontrato di persona ma sentito più volte telefonicamente. Infatti, il progetto è sempre quello: riportare il vessillo granata nel calcio che conta dopo l’esperienza fallimentare, è proprio il caso di dirlo, delle ultime 3 proprietà. E per tanti, addetti ai lavori, istituzioni e tifosi, il nome di Renato Picciotto, o Renè De Picciotto che dirsi voglia, sembra proprio il nome giusto.