Trasportare il pesce fresco dall’isola di Marettimo alla terraferma nel pieno rispetto delle norme igienico sanitarie che regolano il movimento degli alimenti freschi è praticamente impossibile. È necessario mettere gli operatori della cooperativa di pesca di Marettimo nelle condizioni di rispettare le leggi in materia e di trarre profitto dal lorro lavoro. Lo scrive Totò Braschi, presidente della cooperativa di pescatori “San Giuseppe” in una nota diretta al sindaco delle Egadi, Francesco Forgione, al Prefetto, al comandante della capitaneria di porto del capoluogo, alla compagnia di navigazione Liberty Lines, all’assessorato regionale ai trasporti. In pratica i comandanti degli aliscafi che operano la corsa delle 9,55, negano l’imbarco delle cassette di pesce dirette al mercato di Trapani nonostante il prodotto della pesca professionale sia regolare sia dal punto di vista delle norme sanitarie, sia dal punto di vista fiscale, con regolare bolla di trasporto. Quando ciò accade la cooperativa è costretta a imbarcare il prodotto sul traghetto delle 13,30. Nel frattempo però il prodotto fresco ha superato i limiti di legge del tempo di conservazione , non è più commercializzabile e la giornata di lavoro dei pescatori va in fumo. Braschi chiede ai suoi interlocutori di sedersi attorno ad un tavolo e discutere la soluzione proposta dalla cooperativa San Giuseppe, che è la seguente: prevedere solo per la corsa delle 9,55 e solo per il periodo invernale, da ottobre ad aprile, una zona di un metro per un metro nella quale collocare i contenitori, certificati a norma CE e sanitaria, validati dall’ASP di Trapani, per il contenimento del prodotto ittico fresco, certificato dal documento di trasporto e con il nome di chi dovrà ritirare nel porto di Trapani il prodotto.