Il Giudice per le Udienze Preliminari si è pronunciato oggi.

Il Giudice dell’udienza preliminare Filippo Serio nell’udienza svolta in camera di consiglio ha pronunciato il dispositivo su chi avesse richiesto il rito abbreviato nell’operazione Scrigno del marzo 2019.  Ed erano stati ben in 18 a richiederlo. Fra questi, anche figure “di primo piano”; almeno stando alla lettura dell’ordinanza cautelare che i magistrati disposero dopo le lunghe indagini dei Carabinieri. Michele Alcamo, Pietro Cusenza, Ninni D’Aguanno e sua moglie Ivana Inferrera, Franco Orlando, Leonardo Russo, i fratelli Virga, il professore Todaro ed il pacecoto Carmelo Salerno. Tutti presenti in massa nelle intercettazioni soprattutto per il loro adoperarsi durante il voto regionale del novembre 2017. Quest’ultimo, in particolare, era balzato dall’anonimato agli onori della cronaca per la sua vicinanza con l’ex parlamentare Paolo Ruggirello che, invece, ha scelto di andare al rito ordinario iniziato da pochi mesi al Tribunale di Trapani. Chilometri d’intercettazioni fra i 2 che sembravano tracciare – almeno nelle intenzioni degli inquirenti – un profilo criminale di un certo spessore per il fruttivendolo pacecoto. Oggi, invece, colpo di scena: il GUP ha decretato l’assoluzione per Salerno e l’immediata scarcerazione addirittura “per non aver commesso il fatto”. Sarà interessante leggere le motivazioni che, come da consuetudine, il magistrato si è riservato di depositare entro 90 giorni. Assai più prevedibili le assoluzioni della Inferrera e di Todaro; da subito, le loro posizioni erano – stando al commento degli addetti ai lavori – decisamente marginali e con una responsabilità penale davvero dubbia se non, addirittura, inesistente come nel caso della moglie di D’Aguanno che ha dovuto subire l’onta di essere trascinata in carcere notte tempo, assieme al coniuge. Una “durezza” che, a leggere le carte, da subito sembrò sproporzionata tanto che l’ordinanza venne immediatamente annullata dal Riesame. Oggi, la fine del calvario “per non aver commesso il fatto”. Invece, per il professore dell’Alberghiero era stato chiesto l’arresto dalla Procura che, però, venne rigettato dal GIP. Anche in questo caso nessuna particolare sorpresa; per lui il pronunciamento è stato “perché il fatto non sussiste”. Le condanne più alte, tutte intorno agli 8 anni, sono state per Cusenza, i fratelli Virga, Giuseppe Piccione, Mario Letizia e Francesco Paolo Peralta. Cinque anni e 4 mesi, invece, per Franco Orlando ritenuta una delle figure più importanti del sodalizio criminale. Per lui, tuttavia, è arrivata la confisca del noto bar Efri, intestato a Vincenza Mazzara, di via Conte Agostino Pepoli a Trapani. Il Giudice Serio ha altrettanto confiscato il negozio “Lo Scrigno” (da cui prese il nome l’operazione…), situato a poca distanza nella via Marconi intestato alla moglie di uno dei fratelli Virga, Francesca Maria Coppola. Confisca anche per la marsalese V.M: Costruzioni di proprietà del Letizia.  Condanne minori, invece, per gli altri imputati, tutti fra i 3 ed i 4 anni. L’ultima persona assolta è stata Tommasa Di Genova perché il fatto non sussiste. Di certo bisognerò attendere le motivazioni; certamente faranno parlare e non è detto che non abbiano riflessi sul procedimento ordinario scelto dagli altri imputati.