Il sistema fraudolento scoperto dalla Guardia di Finanza

I finanzieri della Tenenza di Mazara del Vallo, durante le ordinarie attività di istituto finalizzate alla repressione degli illeciti in materia di lavoro, intensificate durante la campagna olivicola, hanno scoperto un ingegnoso sistema fraudolento di somministrazione illecita di manodopera agricola, ideato da un imprenditore di Campobello di Mazara.

Le accurate indagini, eseguite anche in collaborazione con il Nucleo Carabinieri Ispettorato del Lavoro di Trapani, hanno fatto emergere, dietro un’apparente regolarità formale, un sistema di distacco di manodopera in violazione delle normative in materia di occupazione e mercato del lavoro, che ha coinvolto oltre 300 braccianti, per lo più stranieri.

I militari hanno infatti accertato che la manodopera, sebbene regolarmente assunta da una ditta intestata a V.P., classe ‘69, veniva successivamente “prestata” per il lavoro a numerosissime aziende agricole dietro la stipula di contratti di appalto di affidamento della raccolta a mano delle olive, celando, di fatto, l’attività di un’Agenzia per il Lavoro abusiva.

La vigente normativa prevede la possibilità di fornire prestazioni di manodopera lavorativa soltanto alle Agenzie per il Lavoro, autorizzate dal Ministero del Lavoro e della Previdenza Sociale ad offrire servizi relativi alla domanda e all’offerta di lavoro e, in particolare, a svolgere un’attività di somministrazione, intermediazione, ricerca e selezione del personale.

L’intento fraudolento della ditta somministratrice è stato dimostrato, oltre che sulla base del mendace contenuto dei contratti stipulati, anche dal fatto che alcun contributo era stato versato per i lavoratori assunti, con un insoluto contributivo di oltre 18.000 euro.

A conclusione dell’attività ispettiva, all’imprenditore sono state irrogate sanzioni amministrative pari ad oltre 65.000 euro e lo stesso è stato segnalato alla Procura della Repubblica di Marsala per il reato di somministrazione fraudolenta di manodopera previsto dall’art. 38-bis del D.L.gs. 81/2015, che comporta, nel caso specifico, l’irrogazione di un’ammenda fino ad ulteriori 27.000 euro.

La complessa attività conclusa dai finanzieri, testimonia l’incessante presidio delle forze di polizia alla salvaguardia del mercato del lavoro e la costante attenzione rivolta alla tutela dei lavoratori, di rilevante importanza specialmente durante l’attuale delicata contingenza economica.