Come in una specie di domino perverso. La Regione Siciliana il 10 novembre scorso ha chiuso la discarica di Alcamo perché nell’esaminare una richiesta di ampliamento della ditta che la gestisce ha rilevato la mancanza di una autorizzazione del 2017. Risultato: molti dei 38 comuni dell’hinterland palermitano che conferivano ad Alcamo hanno dirottato i loro camion di spazzatura verso la discarica di Bellolampo. Palermo si è ritrovata con 400 tonnellate di spazzatura in più. Un quantitativo tale che è stato impossibile trattare i rifiuti che, abbancati nel piazzale, lo hanno riempito al punto che non c’è più spazio di manovra per le ruspe. Dal 20 novembre scorso Bellolampo assicura solo i servizi essenziali. La RAP, in pratica fino ad oggi ha svuotato solo i cassonetti vicini a scuole e ospedali.

Il balletto della spazzatura trasportata da una discarica all’altra

Si profila l’ipotesi di trasferimento della spazzatura nelle discariche della Sicilia Orientale e della Sicilia Occidentale. Tolta Alcamo, chiusa, e altre discariche minori che serviranno 17 dei 38 comuni palermitani che conferivano a Bellolampo, rimangono Trapani e Gela. La Regione ha già autorizzato la RAP a trasferire 200 tonnellate al giorno a Gela. Altre 200 al giorno sarebbero in arrivo a Trapani. Ma la domanda, a questo punto, è: che tipo di spazzatura arriverà presso gli impianti del capoluogo: contrada Belvedere (per il trattamento) e contrada Borranea (per la discarica)? Sarà immondizia già sottoposta all’impianto TBM, cioè sottoposta al trattamento meccanico biologico, o arriverà “tal quale” (indifferenziata), considerato che Palermo ha una percentuale di raccolta differenziata di poco superiore al 20%? Non è dato ancora sapere. Certo si corre il serio rischio che anche il territorio della provincia di Trapani entri in crisi rifiuti. Intanto si studia un bando per spedire i rifiuti fuori dalla Sicilia. Ma i tempi per l’aggiudicazione della gara sono incerti, mentre quelli di produzione di immondizia sono certi.

Una commissione d’inchiesta per capire (ma cosa?)

Nel frattempo la Regione vara l’ennesima commissione d’inchiesta e di verifica della regolarità delle autorizzazioni degli impianti di rifiuti in Sicilia, dopo la vicenda di Alcamo. Il provvedimento – dice la Regione – consentirà inoltre di scongiurare il ripetersi di situazioni di disagio legate alla chiusura di impianti, come avvenuto in questi giorni. Per fare il punto sulle procedure, il presidente della Regione Nello Musumeci ha convocato a Palazzo Orleans un vertice di tutti i dipartimenti regionali interessati per un confronto pratico e rapido sull’iter in corso.