di Mario Torrente

Continuano ad Erice i lavori dell’Azienda Foreste di Trapani lungo i vari versanti della montagna per pulire i sentieri e mettere in sicurezza la montagna. E nei pressi di porta Spada è stato realizzato un nuovo percorso lungo la discesa del Piede del Diavolo.

Questa che vedete nella foto è la discesa del “Piede del Diavolo”, con l’orma impressa su uno dei massi megalitici delle millenarie mura Elimo-Puniche di Erice. Questo percorso è stato rimesso a nuovo dal personale della Azienda Foreste di Trapani che ad Erice sta facendo un lavoro encomiabile, ripulendo i sentieri, tirando letteralmente a lucido diverse zone della montagna e aprendo altre “vie” per gli amanti delle passeggiate nella natura. Che sono sempre più in aumento. Ed è proprio di questi giorni la realizzazione di questo nuovo itinerario che da Porta Spada arriva fino alla Casazza.

Siamo in una della zone più affascinanti di Erice dove andare a camminare, piena di storia e mistero. Di silenzi e suggestioni. Quando qui arriva la nebbia, sempre quasi di entrare in un’altra dimensione. Adesso “tagliando” da questo sentiero si arriva in una antichissima stradina lastricata da dove per secoli è passata anche la vara della Madonna di Custonaci durante i trasporti. Ma ci sono tanti altri piccoli “segreti” che appartengono al passato. Ma che oggi vale la pena di raccontare per riavvolgere la clessidra del tempo giusto di qualche centinaio di anni. O di un paio di millenni.

E’ invece in corso di sistemazione la scaletta che sale al “cimitero ebraico”, proprio sotto le antichissime chiese di Sant’Orsola e Sant’Antonio, sempre nei pressi di Porta Spada. Questo tratto di sentiero era piuttosto malconcio, con la staccionata completamente distrutta ed i gradini in legno ormai andati da anni. Col rischio di scivolare durante la discesa, abbastanza pendente. Adesso, una volta ultimati i lavori disposti dalla Azienda Foreste di Trapani, sarà possibile percorrerlo in tutta sicurezza. Si tratta tra l’altro di un itinerario alla portata di tutti, praticamente ad un tiro di schioppo dal centro abitato di Erice dove è possibile passeggiare immersi nella natura sentendo il rintocco delle chiese del borgo medievale.

Quindi adesso dalla Mura Elimo-Puniche, con i suoi millenari massi megalitici ed i siti carichi di storia e mistero, come il Quartiere Spagnolo o lo stesso “cimitero ebraico”, sarà possibile andare direttamente alla Casazza. Da qui si snodano una miriade di percorsi, alcuni riaperti di recente, sempre nell’ambito dei lavori disposti dall’Ufficio provinciale per il territorio di Trapani guidato dal dirigente Giuseppe Giarrizzo, come il sentierino che dalla scala soprana risale fino a “Santu Lucca”. Che poi sarebbe il tratto finale dell’itinerario dei trasporti della Maria Santissima di Custonaci. Altri fatti del tutto nuovi come quello che dalla chiesa rupestre di Santa Maria Maddalena scende a Caposcale, portando quindi alle porta di Valderice.

Insomma, c’è davvero l’imbarazzo della scelta su dove andare e quali angoli del Monte scoprire, tra chiese rupestri, antiche fontane e paesaggi mozzafiato, facendo il pienone di aria buona e tanta bellezza. La montagna di Erice è quindi sempre più a misura di escursionismo e gli interventi fatti in questi mesi, tra quelli curati dal Cai ed dall’amministrazione comunale ericina, e quelli disposti dalla Azienda Foreste, stanno spianando la strada a nuove prospettive rivolte all’outdooor, un segmento sempre più in crescita.

Anche gli ericini hanno dato il loro contributo, confermando l’amore e l’attaccamento per la loro montagna, ripulendo tempi addietro alcune parti del bosco e vivendo sempre più i sentieri, che mai come adesso sono da percorrere con zaino in spalla e le scarpette da trekking. In un viaggio fatto di racconti, miti, leggenda ed un tuffo nella natura che qui regala atmosfere davvero magiche.

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LA LEGGENDA DEL PIEDE DEL DIAVOLO

Si narra che nei tempi lontaniquando santi e diavoli giravano per il mondo, un diavolaccio arrivò ad Erice in cerca di anime. Giunto al Monte con le sembianze di un vecchio pellegrino, infreddolito per la neve che avvolgeva la Vetta, rubò il manto di velluto dalla statua della Madonna che era custodita nella chiesa di Sant’Orsola, proprio nei pressi di porta Spada. Quel giorno anche San Cristoforo si trovava ad Erice e si accorse della presenza del diavolo con addosso il manto dell’Addolorata. Dopo essersi concretizzato nella statua in legno che lo raffigurava, custodita nella chiesetta di piazza Carmine, iniziò a seguire la scia di zolfo lasciata dal diavolaccio e nei pressi di porta Spada San Cristoforo cominciò a suonargliele di santa ragione, cacciandolo fuori dalle mura del paese. Mentre scappava il diavolaccio chiese aiuto agli altri satanassi degli inferi che aprirono un passaggio nel bel mezzo del bosco. Fuggendo si diede la spinta su uno dei blocchi delle mura ciclopiche, dove lasciò impressa la sua orma, ancora oggi ben visibile. Si dice che da allora San Cristoforo non sia più tornato ad Erice. Il diavolo, invece, ogni tanto fa qualche capatina su al Monte, per incontrare i suoi “corrispondenti”, ovvero i pettegoli ed i maldicenti. Ma entra ed esce per il paese senza passare da porta Spada. Quell’orma impressa sulle mura gli rievoca ricordi non belli!

Questa leggenda è stata narrata dal professore Vincenzo Adragna nel libro “La messa del prete morto“, dove è possibile leggere tante altre storie ericine che fatto parte della tradizione popolare della comunità muntisa. Prima di lui fu lo scrittore e poeta ericino Ugo Antonio Amico a scrivere alcune delle storie che fanno parte del patrimonio della comunità muntisa, un  tempo narrate oralmente e adesso conservate in questo volume. Il professore Adragna prese spunto, oltre che dai racconti popolari, anche dalla raccolta di Amico, aggiungendo alcuni racconti, come quello della “Manuzza” e del “Piede del diavolo“. Tra le storie contenute nel libro ci sono “Spiriti a San Giovanni”, il “Tesoro maledetto” ed il “Cane nero“, quest’ultimo tratto da un manoscritto secentesco di Antonino Cordici. Tra le più famose c’è “La messa del prete morto” ed il “Piede del diavolo”. 

Ascolta il racconto della leggenda del piede del diavolo fatto da Nello Savalli.