Sarà il poeta marsalese Nino De Vita a ricevere quest’anno il premio «Museo Nino Cordio» giunto alla sua dodicesima edizione ed organizzato dal Comune di Santa Ninfa con la collaborazione della famiglia dell’artista scomparso a Roma nel 2000. La cerimonia di premiazione si terrà, eccezionalmente in streaming a causa delle restrizioni imposte per il contenimento dell’epidemia, domenica 27 dicembre,
alle 18. De Vita dialogherà con il regista Francesco Cordio e con il giornalista Vincenzo Di Stefano. Previsti anche gli interventi di diversi ospiti, tra i quali l’attore Ivan Giambirtone, l’attrice Roberta Caronia e il regista Fabrizio Catalano, nipote di
Leonardo Sciascia, di cui ricorre tra pochi giorni il centenario della nascita. Sciascia e Nino Cordio erano molto amici, mentre De Vita è stato sodale dello scrittore ed è attualmente componente del Consiglio d’amministrazione della Fondazione Sciascia di Racalmuto. In chiusura, l’ideale consegna del premio da parte del sindaco Giuseppe Lombardino. Nino De Vita è considerato uno dei più importanti poeti italiani viventi ed ha vinto in passato premi prestigiosi, tra cui il «Mondello», il «Moravia», il
«Tarquinia-Cardarelli». È autore di una trilogia («Cutusìu», «Cùntura» e «Nnòmura»), pubblicata dalla casa editrice Mesogea, celebrata dalla critica letteraria e unanimemente giudicata il suo capolavoro. Questa la motivazione: «Voce poetica originalissima, capace di distillare versi preziosi, scritti in una lingua arcaica e meticcia – il dialetto della contrada marsalese di Cutusio – che porta nel suo genoma i cromosomi di svariati idiomi. Con questa lingua, priva di tradizione letteraria ma viva sulla bocca degli abitanti della sua terra, egli ha opposto, alla consunzione dei linguaggi della contemporaneità, alla loro banalizzazione, al loro svuotamento, un codice linguistico puro, incontaminato, traducendolo poi in un italiano misurato e controllatissimo che sembra risentire della lezione del rondismo. I suoi libri
possono essere considerati parti di un unico grande poema in cui le vicende
individuali dei personaggi, calati in un mondo brulicante di vita, assurgono a
simbolo universale della condizione umana».


Il premio «Cordio» è organizzato annualmente dal Comune di Santa Ninfa (sua
città natale), con la collaborazione della famiglia dell’artista, e viene assegnato a
personalità della cultura, del giornalismo, dell’arte, della letteratura e dello
spettacolo. Nel 2009 è stato conferito all’attore Luca Zingaretti, nel 2010 al
sociologo Nando Dalla Chiesa, nel 2011 all’attrice Stefania Sandrelli, nel 2012
all’attore Luigi Lo Cascio, nel 2013 al cantautore Daniele Silvestri, nel 2014
all’attore Paolo Briguglia, nel 2015 al cantautore Mario Venuti, nel 2016
all’attore Michele Riondino, nel 2017 al giornalista Gaetano Savatteri, nel
2018 allo scrittore Pietrangelo Buttafuoco e nel 2019 al giornalista Riccardo
Cucchi.


Nino De Vita
È nato a Marsala nel 1950. Esordisce, nel 1984, con la raccolta di versi «Fosse Chiti»
(Premio «Cittadella»), a cui fa seguito una trilogia in dialetto siciliano: «Cutusìu»
(Mesogea, 2001 – Premio «Mondello»), «Cùntura» (Mesogea, 2003 – Premio «Napoli»), «Nnòmura», (Mesogea, 2005 – Premi «Salvo Basso» e «Bartolo Cattafi»). Nel 2011, sempre con Mesogea, è uscito «Òmini» (Premio Viareggio della Giuria), nel 2015 il romanzetto in versi «A ccanciu ri Maria», nel 2017 «Sulità» e nel 2019 «Tiatru». Nel 1996, per la opera poetica, gli è stato assegnato il Premio «Alberto Moravia»; nel 2009, il Premio «Tarquinia-Cardarelli» e nel 2012 il Premio «Ignazio Buttitta». Quattro suoi racconti per ragazzi, «Il cacciatore» (illustrato da Michele Ferri) 2006, «Il racconto del lombrico» (illustrato da Francesca Ghermandi) 2008, «La casa sull’altura» (illustrato da Simone Massi) 2011, «C’erano tutti nella grande aia» (illustrato da Armin Greder) 2018, sono stati pubblicati dall’editore «Orecchio Acerbo» di Roma Di recente sono uscite tre antologie della sua opera: la prima, «The Poetry of Nino De Vita» (con testo inglese a fronte) a cura di Gaetano Cipolla, Legas, Mineola, New York 2014; la seconda, «Antologia (1984-2014)», a cura di Silvio Perrella, Mesogea 2015; la terza, «Il bianco della luna», a cura di Emanuele Trevi. Le lettere, Firenze 2020.


Il museo
Il Museo Nino Cordio (che fa parte della Rete museale e naturale belicina) nasce dall’iniziativa del Comune di Santa Ninfa (Trapani), città natale di Nino Cordio, e dalla collaborazione della famiglia dell’artista. Il museo accoglie la corposa donazione di acqueforti che Nino Cordio volle fare qualche anno prima della sua morte. In esposizione anche una serie di dipinti ad olio, affreschi, disegni e sculture che la famiglia ha concesso in prestito. Il totale delle opere esposte supera il numero di 200. Il museo, oltre alle grandi sale espositive, è dotato di una sala proiezioni video, di una sala multimediale predisposta per la didattica con gli studenti delle scuole elementari, medie e superiori, di una sala atelier in cui sono stati ricostruiti gli ambienti di lavoro dell’artista e di una sala teatro in cui si allestiscono eventi culturali legati alle opere del museo.


Nino Cordio
Nato a Santa Ninfa, in provincia di Trapani, il 10 luglio 1937. Ha studiato all’Istituto d’Arte di Catania e all’Accademia di Belle Arti di Roma. Successivamente ha frequentato l’Atelier di Friedländer a Parigi. Ha insegnato presso il I Liceo Artistico di Roma e presso la «International School of Art», in Umbria. Ha esposto i suoi lavori in numerose personali in Italia, Europa e Americhe. Ha vissuto e lavorato tra Roma e Todi. Il 24 aprile del 2000 muore a Roma, città in cui riposa presso il Cimitero Acattolico di Testaccio.