La Commissione Via del Ministero dell’Ambiente ha emesso il parere sul ripristino della tratta ferroviaria Palermo-Trapani via Milo e ha escluso l’assoggettabilità a Valutazione di Impatto Ambientale dell’opera (trattandosi di un intervento di ripristino che non altera i luoghi). La tratta è interrotta per una frana e un cedimento del sedime ferroviario da quasi otto anni. Evitando il passaggio burocratico della Valutazione di Impatto Ambientale è possibile che nel 2021 possano iniziare i lavori di ripristino e ammodernamento della tratta. La notizia è stata resa nota oggi dall’assessore regionale alle Infrastrutture Marco Falcone che ha sentito il presidente uscente della Commissione Vas-Via-Aia del Ministero dell’Ambiente, Luigi Boeri. «La via Milo – ricorda Falcone – è chiusa dal 2013 per frane, costringendo i treni a fare un tragitto di oltre quattro ore, passando da Castelvetrano, per collegare Palermo e Trapani. Con Rfi abbiamo lavorato per sbloccare i lavori da ben 144 milioni per ripristinare la ferrovia e 72 milioni per l’elettrificazione, ma l’opera era stata purtroppo rallentata dalle lungaggini della burocrazia. Ecco perché, recependo le aspettative del territorio con la protesta alla stazione dismessa di Segesta, il Governo Musumeci aveva portato il caso della Palermo-Trapani alla ribalta nazionale come emblematico delle difficoltà che si incontrano per realizzare le grandi opere che servono al Paese». «Adesso – conclude l’assessore alle Infrastrutture – aspettiamo il decreto del ministro Sergio Costa e quindi Rfi potrà bandire celermente l’appalto dell’opera già nel 2021, affinché si consegni il ritrovato collegamento ferroviario fra Palermo e Trapani entro il 2023».