Cosa sta accadendo all’ospedale San Vito e Santo Spirito di Alcamo? Da un lato viene annunciata dall’ASP l’accelerazione del progetto del nuovo ospedale, dall’altro si moltiplicano le denunce di carenze di personale e depotenziamento della struttura sanitaria. Nelle scorse settimane il reparto di Cardiologia è stato accorpato con quello di Medicina, con il trasferimento di alcuni cardiologi a Marsala. Inizialmente si disse per un tempo massimo di 15 giorni, ma ad oggi nessun medico ha fatto ritorno da Marsala ad Alcamo, e la circolare aziendale a firma del capo dipartimento area medica, che stabilisce l’accorpamento dei due reparti, non è stata ancora ritirata. Il Nursind, sindacato di infermieri e operatori sanitari, denuncia che l’ospedale di Alcamo, sta subendo giorno dopo giorno un forte ridimensionamento. «Ne sono un esempio – scrive il sindacato in una nota – la carenza strutturale e i trasferimenti di infermieri, medici e operatori sanitari nei reparti di psichiatria, chirurgia, urologia, pronto soccorso, con un organico ormai allo stremo». In un comunicato stampa il Movimento politico VIA paventa la definitiva chiusura del reparto di Cardiologia dell’ospedale alcamese. «Pur avendo chiaro che le priorità in questo difficile momento riguardano il pieno funzionamento dei reparti Covid di tutta l’isola – dice il coordinamento di VIA in un comunicato stampa – non possiamo restare in silenzio di fronte alla chiusura di un reparto così importante per tutto il comprensorio, tenendo conto che anche il reparto di Cardiologia dell’ospedale di Partinico, nosocomio più vicino, è stato anch’esso temporaneamente dismesso». Nei giorni scorsi preoccupazione è stata espressa dalla deputata regionale di Attiva Sicilia Valentina Palmeri che ha annunciato una interrogazione all’Assessore Regionale della Salute Ruggero Razza, riguardo la carenza di personale medico e infermieristico. Secondo Palmeri «negli ultimi mesi c’è stato un depotenziamento del personale dovuto principalmente al pensionamento ed al trasferimento in altre strutture attualmete convertite in Covid Hospital», circostanza che sarebbe testimoniata anche da pazienti che hanno lamentato «mancanza di adeguata assistenza medica riconducibile alla esiguità di personale». Palmeri pone l’accento sul fatto che «per la sua collocazione geografica, Alcamo rappresenta l’unico ospedale raggiungibile, prima di quello di Trapani, da chi proviene ad esempio da Terrasini e Isola delle Femmine, considerato che sia Partinico che il Presidio palermitano Cervello sono Covid Hospital» e che il San Vito e Santo Spirito serve un bacino di 80/100 mila persone. Il Nursind oltre a porre in evidenza le carenze di personale ha avanzato anche una richiesta di chiarimenti sul progetto del nuovo ospedale di Alcamo specificando che «serve la massima trasparenza». Il Nursind Trapani, guidato da Salvo Calamia, ha chiesto all’Asp e ai sindaci dei Comuni di Alcamo, Castellammare e Calatafimi, di poter visionare  tutti gli atti prodotti dal comitato tecnico istituito dall’assessore alla Sanità e la documentazione sul finanziamento da 21 milioni, del quale chiede contezza riguardo all’iter di erogazione. Il Nursind inoltre ha chiesto di poter visionare la progettazione e tutta la documentazione su eventuali affidamenti e gare nella realizzazione del progetto, compresi eventuali costi sostenuti, e gli espropri dei terreni. «Noi non molleremo – afferma Calamia – a tutela dell’utenza e di tutto il personale medico, infermieristico e sanitario, finché tutte le istituzioni coinvolte dai sindaci, Asp e assessorato, non cambieranno strategia sul nosocomio alcamese».

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