L’ex chiesa, oggi adibita ad archivio del Comune, le cui origini risalgono al 1300 e che sicuramente meriterebbe una migliore destinazione. Intanto, però, è crollato parte del tetto dello storico edificio.

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di Mario Torrente

La voragine nel soffitto si vede perfettamente passando da viale delle Pinete, la strada di uscita dal centro abitato di Erice, proprio nei pressi dei campetti di tennis. Una parte del soffitto della ex chiesa di Santa Croce, oggi adibito ad archivio del Comune, ha ceduto. Il crollo ha interessato la parte rivolta verso la carreggiata. Secondo quanto fatto sapere dal vicesindaco Gianni Mauro, i lavori di messa in sicurezza dall’edificio dovrebbero partire in questi giorni.

La ex chiesa, originariamente intitolata a Santa Oliva, si trova subito dopo porta Carmine, poco sotto la cinta muraria di Erice. È antichissima visto che il nucleo originario risale a prima del 1300. Poi nel 1625, durante la peste, dopo che vi furono sepolti dei sacerdoti che morirono dopo essere stati contagiati, divenne la chiesa di Santa Croce. Prese questo nome dalla grande croce di pietra che venne messa nell’altare, successivamente collocata esternamente nel muro. E che ancora oggi si può vedere scendendo da viale delle pinete.

Era una delle chiese fuori le mura, “extra-moenia” come ce ne sono tante sparse per la montagna di Erice. Ma questa, a differenza di altre, era davvero vicino al centro abitato. Si trova infatti poco sotto le millenarie mura elimo-puniche. La chiesa venne più volte restaurata ed ampliata e prese l’attuale aspetto con l’ultimo rimaneggiamento del 1700.

Le sue mura in pietra pulsano di storia ed ancora oggi al suo interno si può ammirare il grande arco che divideva l’abside dalla navata. Stiamo insomma parlando di un autentico “tesoro”. Purtroppo, al momento, per niente valorizzato. L’edificio, di proprietà del Comune di Erice, si trova in una posizione strategica, in quanto in una zona di passaggio, poco fuori il centro abitato, nel bel mezzo del bosco e facilmente raggiungibile a piedi. Ed infatti per un periodo è stata sede della sezione di Erice dell’Unesco, ospitando convegni e diverse iniziative a sfondo culturale. E potrebbe continuare a farlo, magari anche in chiave turistica oppure diventando il punto di partenza dei percorsi alla scoperta delle antiche chiese extra-moenia di Erice. Ma prima andrebbe recuperata e poi meglio utilizzata. Il crollo di parte del tetto sta a significare che l’edificio non è messo proprio bene. Ma purtroppo, al momento, non ci sono in programma progetti per un suo restauro.

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