Da domani e fino al 15 gennaio la Sicilia sarà zona arancione. Lo ha disposto, nell’ambito di una ordinanza che riguarda diverse regioni italiane, il ministro della Salute Roberto Speranza. Contestualmente il presidente della Regione Siciliana Musumeci ha firmato una nuova ordinanza con misure ancora più restrittive.

Alle consuete regole previste dal Protocollo nazionale per la “zona arancione”, a partire dal coprifuoco dalle 22 alle 5 del mattino e dal divieto di spostamento se non per motivi di lavoro, salute e necessità, nell’ordinanza firmata ieri dal presidente Musumeci, d’intesa con l’assessore alla Salute Ruggero Razza, sono state aggiunte delle misure ancora più restrittive. Con il provvedimento della Regione è scattata la sospensione delle attività didattiche in presenza fino al 16 gennaio per le scuole elementari e medie inferiori e fino al 30 gennaio per gli istituti superiori. Analoghe disposizioni potranno essere adottate da parte della Conferenza dei rettori. Prosegue normalmente, invece, l’attività in presenza per nidi, asili e scuole dell’infanzia. Per quel che riguarda i controlli per chi arriva in Sicilia, vengono mantenuti i controlli per i passeggeri in arrivo nell’Isola (registrazione obbligatorio sul sito dedicato e tampone rapido), così come la riduzione dei voli da e per la Sicilia. Negli esercizi commerciali sono poi previste misure di distanziamento interpersonale negli esercizi commerciali, con la previsione di screening per gli operatori. I sindaci hanno la facoltà di regolamentare l’accesso nelle zone commerciali per evitare gli assembramenti.

Il governatore Musumeci si è detto preoccupato per l’andamento dei contagi in Sicilia, che è al quarto posto in Italia per incremento giornaliero. I nuovi positivi al coronavirus nell’isola sono 1.842 su 10.587 tamponi processati, con un indice del 17,3%. Le vittime sono state 35 nelle ultime 24 ore che portano il totale a 2.664 deceduti dall’inizio della pandemia. I positivi sono 39.672 con un aumento di 967 casi. Dati preoccupanti insomma, che hanno portato il governo regionali a misure ancora più restrittive, come rimarcato dall’assessore regionale alla salute Ruggero Razza.