Non bastava la querelle sull’avvocato Zaccarini: scoppia un’altra grana sula partecipata comunale dei trasporti

di Nicola Baldarotta

Fra ieri e oggi su ATM Trapani è successo tutto e il contrario di tutto.
La notizia del giorno è quella che vede immediatamente decaduto l’appena costituito CdA della partecipata che si occupa dei trasporti pubblici. Lo scorso giorno 7 il sindaco Tranchida aveva proceduto a nominare presidente dell’ATM il commercialista Franco Murana e aveva anche riconfermato in CdA l’avvocato Sabrina Giudici. Assecondando le richieste del gruppo consiliare denominato “Per Trapani” e su indicazione del consigliere Massimo Toscano, Tranchida aveva anche nominato quale terzo componente del Consiglio di amministrazione Giacomo Cangemi, che fu candidato alle scorse amministrative proprio nella lista “Per Trapani”. Ma ieri il collegio dei revisori di ATM ha verificato che non sussisterebbero, per Cangemi, i requisiti richiesti per potere espletare il suo ruolo di componente del CdA. Cangemi, quindi, ha di fatto rinunciato all’incarico e conseguentemente il nuovo CdA non può insediarsi. Un pasticcio bello e buono dettato dalla frenesia di adottare il manuale Cencelli per le nomine nelle partecipate comunali. Una falla nella quale è caduta l’Amministrazione Comunale guidata dal sindaco Tranchida che si vede costretta a rimettere, quindi, tutto nuovamente in discussione (eccetto, immaginiamo, le posizioni di Murana e Giudici). Ma deve, nel frattempo, badare alle beghe di maggioranza sempre relative alle nomine in seno al CdA di Atm.

Come abbiamo scritto in questi giorni (gli articoli li trovate sul nostro sito), la mancata rinnovata fiducia all’avvocato Massimo Zaccarini, infatti, ha scatenato la presa di posizione del capogruppo dei DEMOS, Domenico Ferrante, che richiama il sindaco al rispetto dei patti di maggioranza. Ma a Ferrante, proprio ieri, s’è contrapposto l’assessore Peppe Pellegrino, anch’egli espressione del gruppo Demos, che ha firmato assieme alla consigliera Laura Genco un documento nel quale non solo disconosce la legittimità degli accordi su Zaccarini ma invita lo stesso Ferrante a fare un passo indietro dal gruppo DEMOS.
Ferrante, ovviamente, ha risposto per le rime e ha chiesto all’assessore Pellegrino di dimettersi dalla carica ricoperta nella giunta guidata da Tranchida perchè, a suo dire, i componenti della lista DEMOS non lo riconoscerebbero più idoneo al ruolo svolto nell’esecutivo. Un casotto, insomma. E siamo solo al prologo di quella che si appresta a diventare una lunga telenovela.