“Abbiamo già vinto” ha dichiarato l’assessore Rosalia D’Alì nel corso del webinar di sottoscrizione per “il Patto per la Cultura trapanese” che sostiene la candidatura del capoluogo oggi nell’audizione di mezzogiorno che si terrà in videoconferenza fra Trapani e la Capitale al Collegio Romano; qui la città falcata dovrà vedersela con altre nove “colleghe” per “il titolo” assegnato fra qualche giorno dal Consiglio dei Ministri. Condivido in pieno. In tempi di iperglobalizzazione, pensare, ed amministrare, o ancor più dare seguito a sterili campalinismi della pancia di alcune sacche di popolazione, fortunatamente sempre più esigue, è oggettivamente anacronistico e soprattutto fuori da ogni logica di sistema per l’offerta culturale, produttiva e di “raccolta di finanziamenti europei” – altro aspetto sottolineato dalla D’Alì – di qualsiasi territorio. A maggior ragione se a vocazione turistica come il nostro. Il primo cittadino, da parte sua, invece, dopo l’intuizione iniziale della candidatura (nonostante le non poche battutine sul tema che i social gli hanno riversato in questi mesi…) ne ha avute altre due degne del fiuto politico che in tanti gli riconoscono, avversari compresi. Questo al netto di “pregi e difetti” cui ognuno, legittimamente e fisiologicamente, come è logico che sia, può pensare della persona e sulla sua attività amministrativa. Una, appunto, è stata “mettere a sistema come autentica prospettiva a precindere della candidatura” tutti e 24 i Comuni della Provincia nel progetto. Un passo da gigante visto che l’individualismo è stato spesso il leit motiv che ha contraddistinto le realtà siciliane negli ultimi decenni a differenza di quelle del nord, assai più scaltre a fare rete. Un modello da cui “non si può e non si deve tornare indietro” come un pò tutti i sindaci hanno sottolineato nei loro interventi lunedi scorso. Va da sè che “questo modello” deve essere vicendevole quando le altre amministrazioni attiveranno iniziative del genere o comunque quando ci sarà esigenza “di fare squadra”. L’altra, invece, è stata quella “di condividere il titolo in ex equo con o senza premi economici” – che consiste in un milione di euro ed alcuni sgravi sul “Patto di stabilità” – in prospettiva “di rinascita” post Covid. I competitor sono tanti ed agguerriti e seppur il nostro territorio non ha nulla da invidiare agli altri nove in lizza, questi non sono gli ultimi arrivati culturalmente e soprattutto politicamente, visto che, fra le altre, in candidatura ci sono ben 3 capoluoghi di regione. Se la proposta passasse al Ministero dei Beni Culturali, che dovrà valutare le indicazioni della commissione giudicante, sarebbe senza dubbio un colpaccio. E nell’ottica di fare squadra, per quel poco che può valere e se i protagonisti lo riterranno opportuno, il nostro Gruppo Editoriale ci sarà. Telesud crede convintamente, nel rispetto dei ruoli, che fare rete sul territorio sia la via maestra per la sua crescita. Dunque, Forza Trapani (ma anche forza Marsala e forza agli altri 22 comuni della Provincia…) ed incrociamo le dita.


Massimo Marino
Presidente di Telesud