I documenti di accompagnamento li classificano come “prodotti alimentari”, ovvero budella di ovini e suini destinati al consumo umano e destinati ad una ditta specializzata nel loro trattamento e lavorazione che opera in provincia di Trapani. Il personale dell’Ufficio Doganale del Porto di Trapani però, ha deciso di vederci chiaro e capire meglio di cosa si tratta e cosa c’è tra quelle 24 tonnellate di budella sotto sale e, quindi, ha deciso di attivare il Protocollo d’Intesa siglato tra l’Arma dei Carabinieri e l’Agenzia delle Dogane e dei Monopoli. Avvertiti dal personale di dogana i Carabinieri del Nucleo Antisofisticazioni e Sanità di Palermo e della Stazione di Trapani hanno eseguito l’ispezione igienico sanitaria del container, proveniente dalla Cina. L’obiettivo è quello di controllare la conformità e sicurezza dei prodotti importati alle normative commerciali, sanitarie ed igieniche della Unione Europea e del nostro Paese e, nell’ambito del protocollo, contrastare eventuali fenomeni criminali, quali il contrabbando e la contraffazione di alimenti o farmaci, e la diffusione del Covid-19. L’intero quantitativo della merce è stato sottoposto a sequestro sanitario con contestuale prelevamento di due campioni ufficiali, che saranno analizzati dall’Istituto Zooprofilattico Sperimentale della Sicilia con sede a Palermo, al fine di accertarne l’idoneità al consumo umano, ovvero l’assenza di sostanze nocive o inquinanti, e la identificazione della specie (che si tratti insomma di budella di ovini e suini e che non siano presenti budella di altre specie animali). Se tutto risulterà in regola il carico verrà dissequestrato e la ditta trapanese che tratta le budella potrà attivare le procedure di trasporto e poi la lavorazione.