Il Direttivo si schiera nettamente a favore dell’avvocato Massimo Zaccarini, defenestrato dal CdA della società di trasporto pubblico locale

La Camera Penale di Trapani, con un documento a firma del Direttivo presieduto dall’avvocato Marco Siragusa, stamattina è intervenuta ufficialmente sul “caso ATM” prendendo le difese dell’avvocato Massimo Zaccarini, esautorato dal CdA della società di trasporti dopo avere accettato di difendere, da avvocato, l’ex direttore generale ed ex Presidente di ATM, Salvatore Barone, arrestato e scarcerato due giorni dopo per insussistenza di evidenti indizi di colpevolezza, nell’ambito dell’operazione “Ruina” che ha messo in luce rapporto fra le famiglie mafiose di Calatafimi-Segesta e il super latitante Matteo Messina Denaro.
Barone venne ritenuto a disposizione del sistema mafioso e Zaccarini, che con Barone aveva condiviso circa un anno di percorso in seno all’ATM, accettò di difenderlo dalle accuse. Ma questo, pare, s’è rivoltato contro di lui e il sindaco Tranchida, malgrado gli accordi politici stipulati in fase di campagna elettorale, ha deciso di non riconfermarlo nel CdA della società di trasporti locali. Aprendo, di fatto, una querelle con parte delle forze politiche che lo hanno sostenuto nella sua corsa a sindaco e che lo sostengono attualmente come maggioranza consiliare.
Ma, adesso, non è più solo una questione politica.

Ecco il documento integrale emesso dalla Camera Penale di Trapani

Il buon senso c’era; ma se ne stava nascosto, per paura del senso comune.

Non è più il tempo di limitarsi a rievocare la celebre affermazione del Manzoni nel caso dell’avv. Carlo Massimo Zaccarini.
La Camera Penale di Trapani, da sempre impegnata nella difesa dei principi del diritto penale liberale, esprime piena solidarietà in difesa del Collega..
La nostra idea sul ruolo del difensore non può essere macchiata ed umiliata da scelte politiche, espressione di un senso comune, diffuso e soffocante, che non ci appartiene.
In un paese che vede sepolte nel dimenticatoio le figure autorevoli della nostra cultura giuridica liberale, occorre richiamare il rispetto dei sacri principi costituzionali dagli attacchi di opportunisti fautori di una purezza apparente, soprattutto quando assistiamo a decisioni da parte degli organi politici che, invece di elevare e costruire baluardi a difesa dei valori irrinunciabili, macchiano i ruoli degli attori di una determinata vicenda sostenendo ragioni di “opportunità” al solo fine di poter dire ad alta voce: io sto dall’altra parte, dalla parte del senso comune.
Non possiamo tollerare la continua identificazione tra il difensore e la semplice indagine che riguarda l’assistito e, peggio, l’insinuazione di complicità con l’assistito. Non è tollerabile che si identifichi l’avvocato con l’assistito e quest’ultimo (che è presunto innocente di un fatto che il processo, e solo il processo, accerterà) con il crimine. E dunque non è tollerabile che, per transitività, si identifichi l’avvocato con il crimine (“il complice”).
Un difensore che ricopre cariche all’interno di organi amministrativi pubblici ha l’obbligo di comunicare l’assenza di profili di incompatibilità rispetto al caso che lo vede impegnato e ciò per consentire all’organo politico di poter sempre giustificare il proprio operato. 

Da quanto a nostra conoscenza, e senza voler entrare nel merito della vicenda penale, sappiamo che l’avvocato Zaccarini ha informato il Sindaco di Trapani dell’insussistenza di ragioni di incompatibilità con l’incarico assunto nell’operazione Ruina; comunicazione che ha ricevuto anche la conferma da parte del Collegio Sindacale dell’Azienda e dall’Organo di Vigilanza anticorruzione e trasparenza.
Ciononostante, il Sindaco di Trapani ha nominato il nuovo consiglio di amministrazione dell’ATM, ma non ha riconfermato l’avvocato Zaccarini perché aveva assunto la difesa di un indagato.
La Camera Penale di Trapani non sta a guardare e non ha paura del senso comune; preferisce stare dalla parte del buon senso e di chi ancora crede nei valori costituzionali della difesa.

Il Direttivo