Adesso basta!

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Nuovo scossone in casa Trapani Calcio. Si attende solo il comunicato ufficiale , ma l’avvocato Francesca Grigorio non è più la direttrice generale del Trapani Calcio.

Quanto ci piacerebbe parlare solo dei 90 minuti in campo. Quanto ci piacerebbe pensare solo alle arrabbiature per un rigore sbagliato o alle esultanze per una bella vittoria. Invece, nel destino dei tifosi del Trapani, e degli addetti ai lavori, le attenzioni devono virare sulle situazioni societarie. Siamo solo a gennaio e stiamo per assistere, manca solo il comunicato ufficiale della società, all’ennesimo allontanamento del dg, nella fattispecie, a quello di Francesca Grigorio. Nominata solo il 30 dicembre, la nuova direttrice aveva dato una sterzata al modus operandi di chi l’aveva preceduta. Piccoli segnali, avevano già dato la cifra di una figura che, almeno lei, era mossa da sana passione. Ed invece, a quanto pare, è bastata una differenza di vedute con il presidente La Rosa sulla rivisitazione della sistemazione abitativa dei calciatori, in funzione di un possibile risparmio, a determinare l’allontanamento della Grigorio. Una posizione, dettata dal buon senso quella dell’ex dg, piuttosto che al risparmio economico del presidente, che non ha neanche comunicato in prima persona la sua decisione, delegando il compito a Carbonaro, rimasto tra l’altro l’unico dirigente in carica. Ora, al netto delle motivazioni, che onestamente, non sono neanche più importanti, la misura della sopportazione fisiologica di tutti è ormai colma. I grazie per i salvataggi, per la gioia di veder ancora sulle spalle di undici calciatori le maglie granata, sono già abbondantemente stati elargiti. Quello che ora manca, è il rispetto per una città e per i suoi tifosi che di certo non hanno l’anello al naso, e che di delinquenti, come di persone per bene, ne hanno visti passare. Chi ha intenzione di vivere il Trapani come un affare, estromettendo tutto ciò che anima questa squadra, e tutto quello che vi ruota intorno, connotandone un senso fatto di valori e passione, è sicuramente nel posto sbagliato.

Stefania Renda