La Festa di San Giuseppe a Marettimo

Conclusi i festeggiamenti in onore del Patrono dell'isola. Diversi i momenti e le cerimonie che hanno scandito il programma predisposto dalla Diocesi di Trapani, il Comune delle Egadi ed il Comitato dei festeggiamenti.

di Mario Torrente

Con lo spettacolo pirotecnico allo scalo vecchio ed il rientro della processione nella chiesa di Maria Santissima delle Grazie, si sono conclusi a Marettimo i festeggiamenti in onore di San Giuseppe, patrono dell’isola.

Per San Giuseppe a Marettimo è festa grande. La ricorrenza nell’isola è molto sentita e rimanda a riti e tradizioni molto radicate nella comunità della più lontana delle Egadi. Dopo l’accensione della “Duminiara” nella sera del 18 marzo, la giornata in onore di San Giuseppe si è aperta con la messa in piazza e la cerimonia delle Alloggiate, che ricorda la mancata accoglienza della Sacra Famiglia, rappresentata da tre persone del posto. Dopodichè sul palco si è tenuta l’Ammitata ai santi e la Devozione, ovvero la distribuzione di dolci tipici, a partire dallo sfincione di San Giuseppe ed il pignolo, ma anche la petra munnula e la cubbaita.

Conclusa la cerimonia tenuta in piazza davanti la comunità marettimara, segue un giro per le vie del paese. Dopo pranzo, alle 16 in punto, dalla chiesa di Maria Santissima delle Grazie esce la statua di San Giuseppe assieme a quella di San Francesco di Paola, protettore della gente di mare, accompagnate dal corteo religioso con in testa don Alberto Genovese, vicario della Diocesi di Trapani. La processione, accompagnata dalle note musicali della banca città di Trapani, si è snodata quindi per le strade di Marettimo, fermandosi davanti ogni casa in segno di devozione. E seguire le due icone religiose il gonfalone del Comune delle Egadi con l’assessore Monica Modica.

La tre giorni del festeggiamenti si è conclusa con lo spettacolo pirotecnico dallo scalo vecchio. Dopodiche le due icone religiose sono rientrate in chiesa, con attorno l’intera comunità marettimara, che ogni anno vive la processione con un forte senso di fede e identità.

ASCOLTA LE INTERVISTE A DON ALBERTO GENOVESE, ALL’ASSESSORE MONICA MODICA ED A TOMMASO ARANCIO DEL COMITATO DEI FESTEGGIAMENTI

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