Prima domenica d’estate tra rifuti e inciviltà

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di Mario Torrente

Anche questa domenica il centro storico di Trapani si è svegliato invaso dai rifiuti. Agli immancabili sacchetti dei rifiuti lasciati per strada stamattina si sono aggiunti bicchieri e bottiglie stappate la sera prima. Il tutto lasciato per strada come nel muretto della passeggiata di Torre di Ligny o in altri punti simbolo della città. In barba ad ogni regola. L’inciviltà, a Trapani, continua a regnare sovrana. A pagarne le conseguenze, i tanti cittadini per bene (la maggioranza) che devono sorbirsi la monnezza lasciata in giro da altri, sicuramente la minoranza, ma che fanno grandi danni a tutta la collettività. Per di più facendosi carico dei costi per ripulire dove altri hanno sporcato. Così, come ovvio, non funziona. Anche perché questi atteggiamenti finiscono col vanificare gli sforzi fatti per la raccolta differenziata. E per avere una città pulita e decorosa. Ma per colpa di pochi alla fine pagano tutti.

Appare evidente come la priorità sia fermare questa deriva che rischia di fare scoppiare una vera e propria bomba ecologica. Perché se in città si vedono sacchetti e rifiuti sparsi qua e là, nelle campagne dell’hinterland trapenese la situazione è ben più grave, con vere e proprie discariche abusive a cielo aperto sparse un po’ ovunque. Spesso pure con materiali pericolosi. E se in città ci sono gli addetti che puntualmente vanno a pulire (stamattina in giro per il centro storico di Trapani c’erano i mezzi ed il personale di Energetikambiente che andavano togliendo i rifiuti sparsi ovunque, in viale delle sirene come nel piazzale del Lazzaretto), nelle campagne la spazzatura si va accumulando sempre più. Ci sono intere zone ridotte a “monnezzaio” dove c’è bisogno di vere e proprie bonifiche. Il guaio è che, una volta ripulito il tutto, dopo un po’ spuntano altri rifiuti. Insomma, la situazione appare sempre più grave e difficile da gestire. Difficile, non impossibile. Sicuramente da affrontare non con i mezzi messi finora in campo. Appare evidente come i Comuni da soli non riescano a fronteggiare il problema rifiuti. Perché se è vero come è vero che servono più controlli, è altrettanto vero che per fare controlli servono i vigili urbani. Che non bastano. A Trapani, ad esempio, il corpo della Polizia Municipale conta 34 agenti. Un terzo di quelli previsti nella pianta organica del Comune. Troppo pochi considerato la mole di servizi che sono chiamati a svolgere. E le telecamere e le foto trappole? Anche per queste serve personale che vada ad occuparsi del sistema di videosorveglianza. A Trapani, al momento, non ci sono poi guardie ambientali in giro. Ma anche in questo caso, alla fine, servono sempre i vigili urbani a supporto. E siamo sempre al punto di partenza.

Accade così che gli incivili un giorno si e l’altro pure lasciano il sacchetto dell’immondizia per strada o sui marciapiedi piuttosto che fare la raccolta differenziata mettendo tutto nei mastelli secondo calendario. Non facendosi alcuno scrupolo nel gettare al spazzatura anche nei luoghi simbolo di Trapani, come nella passeggiata delle mura di Tramontana, dove anche questa mattina c’era l’immancabile sacchetto rosa lasciato dal solito incivile, sempre nello stesso punto: davanti lo slargo della scalinata di porta Botteghelle. Stesso sacchetto rosa. Stesso posto. Oggi è il primo giorno d’estate. Verrebbe da cantare “per quest’anno, non cambiare, stesso sacchetto davanti al mare”…