Custonaci, ipotesi sull’incidente mortale: difetti ai freni

Cordoglio dei sindacati e della Diocesi di Trapani

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Sulla causa dell’incidente stradale mortale che si è verificato ieri mattina a Custonaci, emergerebbe quelle del malfunzionamento dei freni. Sembrerebbe, infatti, che quando il mezzo pesante, in una semi curva, ha invaso la corsia di marcia opposta, Nicolò Giacalone avrebbe tentato di frenare senza successo. A quel punto, il giovane avrebbe tentato di sterzare per poi, cercare di arrestare la corsa, accostando al guard-rail che nell’impatto ha ceduto. Il mezzo è, così, precipitato nella scarpata. Gli accertamenti dei carabinieri sono ancora in corso.

La morte di Nicolò Giacalone è l’ennesima tragedia sul luogo di lavoro.

Una tragedia che ci addolora profondamente e per la quale esprimiamo vicinanza alla famiglia dell’operaio che ieri mattina ha perso la vita”- dichiarano i segretari generali UIL Trapani e Feneal Uil Trapani, Tommaso Macaddino e Giuseppe Tumbarello.

Questa triste vicenda – aggiungono- fa tornare in primo piano il tema della sicurezza sul lavoro. Premesso che i dovuti accertamenti e le indagini sulla dinamica dell’incidente chiariranno meglio l’accaduto, è fuor di dubbio che la sicurezza di chi lavora va sempre tenuta nel massimo conto, soprattutto, casi come quelli dell’operaio custonacese dove vengono maneggiati mezzi pesanti, ancor più pericolosi da manovre nelle giornate estive dove il calde rende tutto più difficile”. Cordoglio e sgomento da parte anche della CGIL.

Si stringe al dolore della famiglia Giacalone e piange l’ennesima morte bianca, che allunga la lunga lista di chi muore mentre suda per portare il pane a casa, anche la Diocesi di Trapani che, in una nota scrive:

Pregando per Nicolò e per tutte le vittime sul lavoro, la nostra comunità di credenti ribadisce che la vera ricchezza sono le persone. Occorre passare dal dramma delle morti sul lavoro alla cultura della cura. Sollecitiamo l’impegno di tutti per una maggiore sicurezza su luoghi di lavoro per evitare ulteriori drammi”.