Vittime di un amore tossico. Di un amore a senso unico che non dà niente, ma toglie tutto. Anche la vita. Il femminicidio in Italia è diventato ormai una realtà nuda e cruda che si manifesta in tutta la sua drammatica recrudescenza nel dato fornito dal Ministero dell’Interno: dall’inizio dell’anno sono state uccise 96 donne.
E la lista delle vittime comincia ad essere lunga anche in Sicilia.
Sei gli omicidi nel 2023. Due nel 2024. Il primo caso del 2023, l’11 febbraio a Riposto. Melina Marino e Santa Castorina, di 48 e 50 anni, sono state uccise in due luoghi diversi. Il responsabile, un pregiudicato di 63 anni, si è suicidato davanti alla caserma dei carabinieri. A quanto pare aveva avuto una relazione con una delle due vittime. Mariella Marino, 56 anni, è stata uccisa invece a Troina, la mattina del 20 luglio. All’ uscita da un supermercato si è trovata davanti l’ex compagno di 59 anni. La donna è scappata, ma il suo ex l’ha inseguita ed ha fatto fuoco.
Una ragazza moldava di 25 anni, Vera Schiopu, è, invece, la vittima del femminicidio di Ramacca. La giovane è stata trovata impiccata a casa nel pomeriggio del 19 agosto. Il compagno di 33 anni è stato accusato di averla uccisa e di avere simulato il suicidio.
Il 6 settembre, Marisa Leo di 39 anni, responsabile marketing e comunicazione di una cantina vinicola, è stata uccisa dall’ex compagno Angelo Reina, di 42, nelle campagne di Marsala. L’uomo poco dopo si è suicidato.
Pochi giorni dopo, un altro omicidio Pantelleria: Anna Elisa Fontana, 48 anni, è stata data alle fiamme in casa dal compagno Onofrio Bronzolino, di 52 anni. I due erano usciti la sera del delitto e avevano litigato in un bar dell’isola. Fontana ha riportato gravissime ustioni ed è stata trasportata all’Ospedale Civico di Palermo, dove è morta.
Il 5 gennaio del 2024 altre due donne assassinate. Maria Russ, 54 anni, e Delia Zarniscu, 58, entrambe rumene, sono state rinvenute morte nelle loro abitazioni, a Naro Maria bruciata dal suo omicida dopo essere stata picchiata, Delia uccisa con dei colpi alla testa, per aver rifiutato delle avances sessuali. Per il duplice omicidio è in carcere un rumeno di 24 anni.
In Sicilia sono in aumento i reati di stalking e maltrattamenti in famiglia. Un dato significativo, che fotografa la recrudescenza dei reati da Codice rosso, arriva dalla provinciale di Trapani. Lo scorso mese di ottobre, i carabinieri delle Compagnie di Marsala, Mazara del Vallo e Castelvetrano, hanno eseguito sette misure cautelari per atti persecutori e maltrattamenti. C’è stato anche un arresto in flagranza di reato. Un trend in crescita. Un fenomeno che continua ad essere ben radicato nonostante l’incalzare della magistratura e delle forze ordine. E molti casi di violenza, che si consumano tra le mura domestiche, ancora oggi, peraltro, sono coperti dall’atteggiamento omertoso delle vittime che non denunciano per paura di ritorsioni. Vittime costrette a subire in silenzio le vessazioni, le umiliazioni, le aggressioni fisiche. Destinatari dei provvedimenti, eseguiti dai militari dell’Arma nell’arco di un mese, sei uomini e una donna. Nei loro confronti è scattato l’allontanamento dalla casa familiare e il contestuale divieto di avvicinamento alla persona offesa a seguito degli episodi di violenza nei confronti di coniugi, familiari e conviventi.
A Marsala, i carabinieri hanno arrestato, in flagranza di reato, un 19enne per violazione del provvedimento di allontanamento dalla casa familiare e divieto di avvicinamento ai propri genitori, persone offese, emesso nei suoi confronti lo scorso mese di luglio. Il giovane, a seguito dell’udienza di convalida, è stato poi sottoposto alla misura degli arresti domiciliari.


















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