Sola in casa a Milano dal 24 febbraio. “Una scelta prima di ogni decreto, per proteggere me stessa e la mia famiglia di Marsala”

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“Sono chiusa in casa da circa un mese, esattamente dal 24 febbraio. Vivo nel pieno centro di Milano e ho scelto di rimanere. L’ho fatto fin da subito, prima che venisse emanato il decreto. L’ho scelto per me stessa, per paura che potessi essere contagiata attraversando la quantità di mezzi necessari per poter arrivare al Sud, ma l’ho fatto principalmente per le persone a me care, per paura che potessi essere io la causa di un eventuale malore di un mio familiare, per paura di essere io stessa il virus. Perché si può essere asintomatici, ovvero non manifestare i sintomi ma al contempo trasmettere il virus ad altre dieci persone ed essere la causa di morte di qualcuno”. A parlare è  Claudia Genna, marsalese e studentessa fuorisede. Si è trasferita circa tre anni fa a Milano per frequentare il corso di studi di “Graphic Design & Art Direction” presso la NABA. Attualmente è al terzo anno, l’ultima fase di un lungo percorso che a breve la porterà a ottenere la laurea tanto attesa. Ciò che studia è la sua più grande passione, ovvero tutto il mondo relativo alla grafica pubblicitaria e all’editoria. Prima di iscriversi in questa Accademia ha compiuto studi classici, cosa che – le dicevano spesso – “non c’entra con la grafica”, anche se lei ribatte, “chi ha frequentato un Liceo Classico sa esattamente che non è così”. Claudia tre anni fa ha realizzato un video dal titolo “Marsala: piccola grande Italia”, un grande omaggio alla città di Marsala, che ha conquistato proprio gli esaminatori del NABA, la Nuova Accademia di Belle Arti Milano dove è stata ammessa alla facoltà di cui oggi è studentessa. “Stiamo vivendo per la prima volta una situazione che sta stravolgendo tutte le nostre abitudini – aggiunge -. Non possiamo uscire di casa, non possiamo incontrare i nostri familiari, non possiamo fare ciò che prima ritenevamo essere una cosa scontata. E forse ne usciremo con la consapevolezza di apprezzare nella vita le piccole cose prima di perderle del tutto e capire in un secondo momento il loro reale valore. Tuttavia molte persone continuano a non capirne la gravità, continuando a fare una passeggiata al parco come se niente fosse. Attualmente io sono sola. Non critico chi ha scelto di tornare giù. Ognuno è responsabile delle proprie azioni. So che c’è paura, ne abbiamo tutti. In particolare la maggior parte dei giovani fuorisede che spinti dall’istinto sono tornati subito dalle proprie famiglie. Lo avrei fatto anch’io, ma a volte bisogna mettere da parte il lato istintivo e controllare meglio quello razionale. Ragionare sulle cose cui si va incontro sia per se stessi che per gli altri”. Claudia racconta che le  chiedono se ha paura. Certo che ne ha. Anche lei vorrebbe essere giù a Marsala, protetta dalle mura della casa in cui ha vissuto gran parte dei suoi giorni, protetta dai suoi genitori. Ma è lì, vive sola e deve contare solo sulle sue forze anche per la semplice azione di andare al supermercato. Racconta che a Milano la situazione non è per niente bella. Di aver visto negli occhi della gente la paura del contatto. “Siamo arrivati a chiedere ‘scusa’ solo perché per sbaglio abbiamo superato il metro di distanza da qualcuno – continua -. È brutto ed è triste. Chi lo avrebbe mai detto che a 21 anni mi sarei ritrovata a vivere da sola una situazione del genere? Questa è la prova che la vita è imprevedibile. Resto a casa e resterò a casa fino a quando la situazione non sarà migliorata. Ringrazio ancora una volta i miei che non mi hanno ‘distratta’ da questa decisione e hanno capito fin da subito che sarebbe stata la scelta migliore. Mi auguro che lo faranno tutti, perché solo così potremmo riuscire a riprenderci. E poi credo che bisogna guardare il lato positivo di ogni cosa. Abbiamo una casa calda, un letto, la tecnologia che ci aiuta a superare le distanze, abbiamo un frigorifero pieno di cibo. Apprezziamolo. E trasformiamo le negatività in positività. Stando a casa si possono fare tante cose. Liberate la vostra creatività!”. Studentessa modello, fiduciosa nel futuro e propositiva, Claudia Genna conclude: “A Marsala e in generale in Sicilia diciamo sempre che chi ‘nasce tondo non può morire quadrato’, ma mi trovo in disaccordo. Credo che ogni persona se lo vuole davvero può cambiare o semplicemente trasformare le proprie debolezze in positività e opportunità. Milano mi ha cambiata, mi ha resa un persona migliore, compresa la NABA. Mi hanno fatta scoprire me stessa, mi hanno fatto credere in me e non posso altro che dirgli un enorme ‘grazie’. Ma prima ancora ringrazio i miei genitori per avermi permesso di continuare a coltivare questa passione”.

J.C.