Posti di lavoro a rischio e poche risposte da parte dell’azienda. Per questa ragione a Giammoro, in provincia di Messina, i lavoratori dello stabilimento Cargill hanno proclamato lo stato di agitazione e chiesto un confronto in prefettura.
Ad annunciare la protesta le sigle sindacali Filctem Cgil, Femca Cisl e Uiltec Uil. Manca un piano industriale e una visione per il progressivo smantellamento dell’impianto – spiegano i sindacati. Una situazione giudicata inaccettabile e che, se non troverà risposte rapide, porterà a ulteriori forme di mobilitazione.
Entro dicembre 2024 sarebbe dovuto arrivare un piano industriale strutturato per lo stabilimento messinese. Promesse smentite, secondo i sindacati, durante l’incontro del 15 aprile scorso, dove la dirigenza ha ammesso l’assenza di qualsiasi progetto per Giammoro, giustificandosi con un generico piano di ristrutturazione globale che però non coinvolge il sito siciliano.
I sindacati denunciano un atteggiamento superficiale e offensivo verso il territorio e i lavoratori da parte della Cargill. “Ridurre il confronto a un tavolo con le risorse umane – affermano – è la prova della scarsa considerazione per lo stabilimento”, in grado di generare un importante indotto per tutta l’area.
Il quadro descritto è allarmante: organico ridotto, licenziamenti silenziosi, ferie accumulate che mettono a rischio la gestione della fermata di giugno, e nessuna prospettiva all’orizzonte. “Non c’è un acquirente, né una strategia, e la fermata rischia di diventare una chiusura definitiva”, affermano i rappresentanti sindacali.
Da qui la richiesta delle organizzazioni al Prefetto per un incontro urgente. Per scongiurare l’ennesimo colpo al tessuto produttivo dell’area industriale di Milazzo.


















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