A Castellammare del Golfo, in piena festa patronale, è comparsa una campagna di manifesti che sta facendo discutere.
L’immagine della Madonna del Soccorso, patrona della città, è stata trasformata in simbolo di protesta: una grafica dai colori accesi con slogan che suonano come un grido di aiuto. “Liberaci dagli incendi dolosi”, “Liberaci dalla corruzione”, “Liberaci dal turismo di massa”.
Sotto i riflettori della devozione popolare, la denuncia è forte: la Riserva dello Zingaro devastata più volte dal fuoco, un turismo mordi e fuggi che lascia il territorio svuotato per gran parte dell’anno, la difficoltà a trovare casa, servizi pubblici assenti, ospedale chiuso, strade impraticabili e rifiuti che invadono aria e mare.
I dati sono eloquenti: tre ore di treno per coprire 45 chilometri fino a Trapani, l’ultimo bus per Palermo che parte alle 18, e d’inverno una città che si spegne, priva di spazi culturali e di aggregazione.
Una denuncia che tocca anche il tema della mafia: a Castellammare non esiste un centro sociale in un bene confiscato.
Gli autori della campagna parlano chiaro: “È tempo di resistere alla rassegnazione e all’indifferenza. La rinascita deve partire dalla consapevolezza e dalla lotta collettiva”.
Un messaggio che unisce fede e impegno civile, e che invita la comunità a non arrendersi all’abbandono.


















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