Sta conquistando tutti Nostòs II, la nuova mostra di Michele Cossyro che comprende la seconda parte delle opere donate dall’artista all’isola di Pantelleria. 100 in tre anni.
In questa sono esposte opere che vanno dagli anni ’70 fino a oggi che mettono in evidenza il rapporto dell’artista non solo con l’idea dello spazio, del tessuto pittorico e dell’immagine ma soprattutto con tematiche di carattere cosmico. Opere che sono espressioni di un artista che si interroga sulla condizione umana, sulla realtà del nostro tempo, sulla scienza e i fenomeni che essa studia, sulla cultura che l’arte stessa contribuisce a determinare.
Opere usate come metafore, come la nassa, oggetto di uso comune nella pesca qui metafora della cattura, della trappola in cui l’uomo è caduto a causa dei grandi fenomeni della fisica nucleare e quantistica. Una trama, un ordito per parlare dello spazio cosmico.
Opere con tracce gestualmente molto nette, in alcuni casi quasi violente, di colore nero. Il nero della contaminazione da parte dell’uomo nei confronti del mondo in cui vive.
Una mostra tutta da scoprire in compagnia dell’artista in queste ultime domeniche di agosto.
Giuliana Raffaelli


















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