Il procuratore generale della Corte d’appello di Palermo nella sua requisitoria ha chiesto la conferma delle condanne inflitte in primo grado dal GUP ai 14 imputati del procedimento di mafia “Anno Zero” che hanno scelto il rito abbreviato. Nel novembre 2019, a 13 degli imputati il GUP di Palermo inflisse complessivamente 143 anni di carcere. La pena più severa (19 anni e 4 mesi) fu per il campobellese Vincenzo La Cascia, di 73 anni, mentre appena un anno in meno (18 anni e 4 mesi) fu sentenziato per il suo compaesano Raffaele Urso, di 62. Entrambi considerati due boss di primo livello negli organigrammi di Cosa Nostra belicina, capeggiata dal superlatitante Matteo Messina Denaro. A 15 anni, invece, è stato condannato Nicola Accardo, 56 anni, ritenuto il capomafia di Partanna. Per gli altri pene tra i 12 anni e i due anni e mezzo. Nell’inchiesta, è emerso l’interesse del clan anche nel settore delle scommesse on line. In primo grado, l’unico imputato assolto è stato il 42enne castelvetranese Giuseppe Rizzuto. Il 18 ottobre e il 4 novembre prossimi sono previste le udienze in cui gli avvocati pronunceranno le arringhe difensive