Trapani. Quando un pensionamento diventa una rimpatriata di altri tempi

Certe volte un pensionamento non è solo una festa. È memoria condivisa, è ritorno alle radici, è voglia di rivedersi dopo anni di turni vissuti fianco a fianco, nei corridoi affollati del Pronto Soccorso. È quello che è accaduto quando Francesca Rodolico, storica operatrice socio-sanitaria del MCAU di Trapani, ha deciso di salutare la vita lavorativa chiamando a raccolta colleghi di ieri e di oggi.

Un evento che si è presto trasformato in una vera rimpatriata: tanti i volti noti che hanno risposto all’invito, ricreando – almeno per una sera – l’atmosfera di quel gruppo coeso che, intorno al 2010, contribuì a fare del Pronto Soccorso trapanese un punto di riferimento regionale.

Nelle foto della serata sorridono il dottore Di Martino, allora direttore del MCAU, il dottore Incammina, il dottore Sammartano, oggi direttore sanitario facente funzioni dell’ospedale Sant’Antonio Abate, e il dottore. Scuderi, divenuto poi primario a Marsala. Insieme a loro, tante caposala di ieri e di oggi: da Orlando a Cacioppo (oggi in Medicina), fino a Rosa Pellegrino (oggi in Pneumologia). E poi infermieri, OSS, ausiliari. Volti che raccontano turni notturni, emergenze, sorrisi e stanchezze condivise.

«Eravamo una seconda famiglia – ricordano in molti –. Con 36 o 38 ore a settimana insieme, si finiva per conoscersi più che a casa». E in effetti, il clima che si respirava allora era qualcosa di speciale: spirito di squadra, dedizione, senso di appartenenza. Elementi che, nel 2012, portarono anche il riconoscimento ufficiale della Joint Commission International, che certificò il MCAU di Trapani come uno dei migliori della Sicilia.

Non è solo nostalgia, ma la consapevolezza che certi legami, forgiati nella trincea del Pronto Soccorso, resistono al tempo e ai cambi di reparto. «Se fai un lavoro che ti piace – ha detto qualcuno – è felicità. Noi eravamo felici di lavorare insieme. Perché in pronto soccorso, se non ami quello che fai, rischi di odiare tutto: il lavoro, la vita, persino te stesso».