Confisca dei beni per il boss partannese Domenico Scimonelli

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I beni di uno dei fedelissimi di Matteo Messina Denaro, il boss partannese ed ex imprenditore Domenico Scimonelli, passano ufficialmente nelle mani dello stato. Ieri mattina gli uomini della divisione anticrimine della questura di Trapani di concerto con i militari del Nucleo Polizia Economico-Finanziaria della Guardia di Finanza hanno dato esecuzione nei comuni di Partanna, Salemi e Gibellina al decreto di confisca per un valore di circa tre milioni di euro, come disposto dalla Sezione Misure di Prevenzione del Tribunale di Trapani che ha anche disposto la sorveglianza speciale con obbligo di soggiorno per una durata di 4 anni, nei confronti dell’ex imprenditore. Domenico Scimonelli, meglio conosciuto come Mimmo, è considerato ai vertici della famiglia mafiosa di Partanna ed uno degli anelli della catena epistolare del superlatitante Matteo Messina Denaro. Il provvedimento costituisce il naturale epilogo del sequestro preventivo, già eseguito nel 2016, scaturito da approfondite analisi ed indagini patrimoniali. La figura di Scimonelli emerge come manager impegnato non solo a gestire gli affari dei suoi supermercati Despar e della sua azienda vinicola, la Occhiodisole Srl, ma anche come “postino“ dei pizzini con i quali portava gli ordini del latitante ai boss mafiosi. Sono anni che il suo nome circola in ambienti giudiziari. Nel 2015 venne arrestato nell’ambito dell’operazione Ermes, condotta dalla Polizia e coordinata dalla Procura Distrettuale Antimafia di Palermo ed indicato come uno dei fedelissimi della primula rossa di Castelvetrano. Nello stesso anno è stato inoltre raggiunto da un’ordinanza di custodia cautelare in carcere – a seguito di indagini svolte dalla Polizia di Stato – per il suo coinvolgimento nell’omicidio di salvatore Lombardo, avvenuto nel maggio del 2009 presso lo “Smart Cafè” di Partanna. Indicato come mandante del delitto, lo scorso anno è stato condannato all’ergastolo dalla Corte D’Assise di Trapani.