Verso il congresso del Pd, per ripartire dai territori

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Un’agenda per il Sud” è l’iniziativa politica lanciata dagli esponenti Dem Giovanni Panepinto, Gandolfo Librizzi, Renzo Bufalino e Daniele Vella “fuori da logiche e schemi precostituiti” con la quale “si vuole offrire un punto di vista di chi vive al Sud, di chi vive in Sicilia, che a tutt’oggi non sembra venir fuori dalla complessiva analisi post elettorale e soprattutto pre-congressuale”.

“Ovvero – si legge nel manifesto dell’iniziativa in programma il 3 dicembre a Palermo – il punto di vista di cittadini, militanti e amministratori del Sud che vivono con non malcelata insofferenza l’affossamento di una vera e propria rinascita delle proprie aree geografiche sempre più costrette all’arretramento e alla marginalizzazione. Ciò che serve non è uno sterile rivendicazionismo ma una ricca politica nazionale davvero unitaria fin qui non pienamente espressa”.

Dai promotori “dell’Agenda per il Sud” viene sostenuto “il rifiuto tout court dell’autonomia differenziata che si prospetta” come “l’unica scelta veramente resiliente e perfino rivoluzionaria che ancora le residuali classi dirigenti del Sud possono mettere in campo, se vogliono sopravvivere, prima di essere estromessi del tutto da ogni e qualsiasi prospettiva di vivibilità e prosperità possibile per i loro territori”. Perché l’autonomia differenziata “non farà altro che rendere più forti le regioni del Nord (anche con l’ausilio e il supporto dei milioni di cervelli in fuga dal Sud e dalla Sicilia) e più deboli le regioni del Sud, scardinando definitivamente il sistema-paese unitario per raggiungere per altre vie quel che non è stato possibile per la via maestra separatista, cioè la macroregione del Nord”.